Orsenigo, il perché del sequestro: il “patto” sulla vendita scadeva il 30 aprile
Cronaca, Sport

Orsenigo, il perché del sequestro: il “patto” sulla vendita scadeva il 30 aprile

A far scattare i sigilli al centro sportivo di Orsenigo intitolato all’ex presidente Mario Beretta, su richiesta della Procura accolta dal giudice, è stato il sospetto che la struttura potesse essere venduta a un’altra società, nonostante una azione di revocatoria avviata dal Fallimento del Calcio Como. La guardia di finanza infatti è venuta in possesso – nel corso delle perquisizioni – di un documento firmato il 21 giugno 2016 (prima cioè della sentenza di fallimento) tra la società proprietaria del centro sportivo (la S3c) e una srl, inerente proprio alla cessione dell’impianto da esercitarsi entro il 30 aprile 2017 per un controvalore di 1 milione e 200 mila euro.

Un “patto d’opzione” pendente che non è piaciuto alla Procura, che ha deciso di muoversi sequestrando Orsenigo. La difesa della vecchia proprietà sostiene che non ci sarebbe stato alcun intento di vendere il centro sportivo, che tra l’altro come detto è a rischio revocatoria. Un retroscena che tuttavia spiega l’esigenza di agire con il sequestro preventivo. Sul fallimento del Calcio Como, lo ricordiamo, è aperto un fascicolo penale con l’accusa di bancarotta a carico dei vecchi proprietari del club e del presidente della S3c, società che deteneva il 99% delle quote. In tutto sono quattro le persone indagate e chiamate a rispondere alle accuse davanti al pm Pasquale Addesso titolare del fascicolo.

9 aprile 2017

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