Oscar Brevi: «Devo a lui la mia attuale carriera»

alt Tra ricordi e commozione
Mascetti: «Si metteva sempre a servizio di tutti». Di Bari: «Una tragedia»
Silvio è un bambino nato con il pallone in mano, a Isola della Scala (Verona), il 2 aprile di 43 anni fa, poi il padre Antonio si trasferirà nel Comasco. E Silvio continuerà a giocare a pallone. Ruolo portiere, a difendere la rete del Como, della Pro Patria e poi del Lecco, del Seregno, di Meda, Vis Nova, Pro Lissone e Oggiono.

E il calcio rimane il suo mondo anche quando decide di togliere i guanti e di sedersi dietro la scrivania a soli 28 anni. Nel frattempo aveva preso il diploma da ragioniere e la laurea in Scienze motorie, poi otterrà un master in Management dello Sport ed Eventi sportivi, con corsi di specializzazione da dirigente e allenatore.
Cuoco parte dalle “sue” squadre, Meda, Oggiono, Pro Patria e Vigevano, per farsi le ossa, poi la grande occasione con la Canzese. Il giovane diesse è con il tecnico Gianmarco Remondina e il capitano Mario Manzo uno dei principali attori dello storico passaggio in serie C2 della squadra del Triangolo lariano. Correva l’anno 2005. Sarà proprio Cuoco a combattere fino all’ultimo giorno utile per trovare un campo adeguato per la categoria, prima di gettare la spugna e dimettersi.
Arriverà però una seconda occasione con il Calcio Como, ancora come direttore sportivo, è il momento del passaggio da Angiuoni a Di Bari e Rivetti. C’è una squadra da formare per la serie C2, Cuoco convince a tornare in azzurro un certo Oscar Brevi, la stagione si chiude con un’altra promozione in Prima Divisione dopo la finale playoff. Cuoco ha già lasciato la società di via Sinigaglia per incomprensioni con il presidente Di Bari, un addio non polemico, come era nello stile del dirigente, ma la sua firma rimane su quella cavalcata azzurra.
«Silvio mi ha riportato al Como e per me è stato un nuovo inizio. Gli devo molto. Non riesco ancora a capacitarmi che se ne sia andato così – dice Oscar Brevi – Porterò sempre con me il ricordo di una persona a modo e fondamentale per la mia carriera. Sono vicino alla famiglia e farò di tutto per partecipare al funerale di Silvio».
Fatica a trovare le parole Antonio Di Bari, ex presidente di quel Como. «È una tragedia, penso alla famiglia e ai figli».
Massimo Mascetti, una vita da team manager in via Sinigaglia, con Cuoco era rimasto come tanti in ottimi rapporti.
«Era una persona umile e disponibile – ricorda – un grande uomo di sport. Abbiamo condiviso momenti particolari. Nonostante il suo ruolo, si metteva sempre a servizio di tutti, dei giocatori e dei dirigenti, con grande rispetto delle persone e dei compiti».
Mario Manzo, ex del Como e della Canzese si sfoga su Facebook per quella notizia che ha dilaniato il mondo del calcio. Sceglie come altri di condividere la frase di un altro amico di Cuoco, il fisioterapista cermenatese Giovanni Marcato: «Inizia male la giornata. Questa notte è venuta a mancare una delle persone più belle che abbia incontrato nel mondo del calcio, Silvio Cuoco. Un ragazzo straordinario. Con una carica umana ormai rara da trovare. Ancora una volta una stramaledetta moto – Marcato aveva seguito a lungo anche lo sfortunato centauro Doriano Romboni – porta via un amico. Ciao, Silvio!».
Dopo l’esperienza con il Como, Cuoco aveva fatto l’osservatore per l’Arsenal, collaborato con l’Udinese, l’Atalanta e il Bari. Aveva fondato l’Inter Beach Soccer nel 2012 e in precedenza la Real Erbese. Si era inventato una professione a cavallo tra sport e viaggi, il tour operator Pianeta Sport, con sede a Como in via Carloni, che gestiva con la moglie. Sapeva organizzare eventi a livello nazionale e internazionale e nel mondo del beach soccer si era ritagliato una buona fetta di mercato, con l’ultimo tour concluso pochi giorni fa. Le ultime parole di commiato sono firmate proprio dalla sua agenzia: «A tutti coloro che lo conoscevano, dobbiamo annunciare la morte di Silvio Cuoco, nostro collaboratore da anni e anima vitale dei nostri tornei. Silvio è stato coinvolto in un incidente ieri sera nel quale una macchina lo ha investito mentre in moto tornava a casa. Silvio è deceduto in sala operatoria a causa delle gravissime lesioni. Ha lottato fino alla fine, come lui era solito fare, ma il cuore, dopo essersi ripreso per ben tre volte, alla quarta non ce l’ha fatta. Era un uomo buono, sempre disponibile con tutti. Alla moglie e ai figli vanno le nostre più sentite condoglianze. Lo staff di Pianeta Sport».

Paolo Annoni

Nella foto:
Oscar Brevi

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