Ospedale, a San Fermo anche i soldi delle cancelleria. Il Comune di Como paga i consumi

Ospedale Sant'Anna

Due determine affisse nelle ultime ore sull’Albo Pretorio di Como non sono passate inosservate. Si tratta del pagamento di meno di tremila euro: 1.623 per il 2019 e 1.299 per l’anno 2018 che il Comune di Como deve versare al Comune di San Fermo. Motivo del pagamento? Spese di cancelleria, carta, toner e altro materiale di consumo utilizzato per le attività dell’anagrafe. Si tratta di un altro e forse meno evidente aspetto di quell’accordo di programma per il nuovo ospedale e che già garantisce introiti d’oro al Comune di San Fermo, grazie al parcheggio, otto milioni e mezzo in nove anni secondo una recente stima. Un accordo che, naturalmente, il sindaco di San Fermo, Pierluigi Mascetti, vuole che sia rispettato alla lettera, compreso il pagamento della cancelleria dell’ufficio anagrafe all’interno dell’ospedale Sant’Anna. Ufficio che impiega, forse non tutti ne sono al corrente, un dipendente di Palazzo Cernezzi.
«È la realtà – spiega l’assessore del Comune di Como Francesco Pettignano, che ha la delega ai servizi anagrafici – con tutta la carenza di personale che c’è, abbiamo un dipendente all’ospedale di San Fermo. Non solo. In caso di assenze o di malattia siamo noi a dover garantire l’apertura tutti i giorni. Ma non possiamo farci nulla, si tratta di un accordo tra Comuni firmato più di dieci anni fa e che sarà difficile modificare. Per sopperire alle richieste delle nuove carte d’identità a Como abbiamo dovuto assumere due dipendenti a tempo determinato. Ora la situazione è migliorata con l’attesa. Certo, se non avessimo un dipendente all’ospedale…».
E l’intesa “operativa per l’espletamento delle attività di stato civile, sociali e cimiteriali generate e conseguenti all’insediamento del nuovo Ospedale Sant’Anna in territorio del Comune di San Fermo della Battaglia, approvata con deliberazione della giunta Comunale di Como dell’8 settembre 2010” prevede che Como paghi pure la cancelleria dell’ufficio anagrafe dell’ospedale.
«Materiale di consumo, carta, toner, rilegatura dei registri…» spiega sempre Pettignano.
E pensare che chi nasce all’ospedale Sant’Anna sulla carta di identità ha scritto “nato a San Fermo della Battaglia”. Del Comune di Como, che paga, invece neppure una citazione.

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