Ospedale di Cantù, liste d’attesa quadruplicate

L'ospedale Sant'Antonio Abate di Cantù

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Da due a nove mesi. Tempi d’attesa più che quadruplicati, negli ultimi 3 anni, all’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù per una tonsillectomia. La situazione è stata denunciata da una mamma comasca che ha scritto una lettera di protesta ai vertici dell’azienda ospedaliera, alla Asl e ai quotidiani.
La donna ha raccontato quanto accaduto alla sua famiglia a partire dal 2012. In quell’anno, il suo primogenito era stato operato alle tonsille.
«L’intervento è stato fatto 2 mesi dopo le visite e gli approfondimenti medici», dice la mamma. L’anno successivo è stato consigliato di togliere le tonsille anche alla seconda figlia, ma in 365 giorni la lista d’attesa è passata a 8 mesi e la bimba ha dovuto effettuare il prericovero in via Napoleona.
Nelle scorse settimane, al terzo figlio della donna è stato prescritto l’intervento alle adenoidi, con una prospettiva di attesa di 9 mesi, prericovero di nuovo a Como e intervento a Cantù.
«Mi chiedo chi controlli questa situazione – scrive la mamma – chi permette che per lo stesso intervento si passi da una situazione ottimale a una attesa lunghissima».
Una prima risposta al problema delle lunghe liste d’attesa è già arrivata. Pochi giorni fa, infatti, l’azienda ospedaliera ha comunicato l’avvio di un progetto che coinvolge proprio il presidio canturino dove si punta a raddoppiare le sedute operatorie per gli interventi di otorinolaringoiatria infantile. Si passerà a 2 sessioni alla settimana. «Il maggior numero di interventi – hanno fatto sapere da via Ravona – dovrebbe metterci nelle condizioni di abbattere le liste d’attesa della chirurgia pediatrica otorinolaringoiatrica».

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