Ospedale, l’accordo non si tocca. San Fermo addirittura rilancia: «Dateci le opere che avete promesso»


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Naufraga la richiesta di modifica avanzata dal capoluogo

Scontro aperto tra Como e San Fermo della Battaglia. Il Comune che ospita il Sant’Anna non soltanto risponde picche alla richiesta di revisione degli accordi su parcheggi e anagrafe, ma gioca pure al rialzo, chiedendo la realizzazione di una nuova strada e una convenzione per l’utilizzo degli asili nido di Como. Gli interventi sono previsti dall’accordo di programma del nuovo Sant’Anna, ma non sono mai stati messi in atto. La bagarre su un’intesa che risale a un decennio fa si è riaccesa nelle scorse settimane. A innescare la miccia il dato sulle entrate derivate dalla gestione dei parcheggi, circa 890mila euro nel solo 2012. Accordo di programma

alla mano, il capitolo sosta è stato affidato al Comune di San Fermo, che ha dunque incassato questo tesoretto. Il Comune di Como si è fatto portavoce di una richiesta di revisione dell’intesa, in modo da ottenere una ridistribuzione delle entrate dei parcheggi. Ieri mattina, su richiesta di Palazzo Cernezzi, è stata convocata a Milano la segreteria tecnica dell’accordo di programma, un tavolo che riunisce Azienda ospedaliera Sant’Anna, Asl, Regione, Provincia e Comuni di Como, San Fermo e Montano Lucino. Alla riunione, almeno in linea teorica era prevista la presenza dei tecnici. In realtà, accanto al dirigente di Palazzo Cernezzi Giuseppe Cosenza, sedevano i direttori generale e amministrativo del Sant’Anna, Marco Onofri e Salvatore Gioia, il direttore dell’Asl Roberto Bollina, il sindaco di Montano Maria Angela Capuccino e il vice di San Fermo Pierluigi Mascetti, oltre al vicecommissario della Provincia Giuliana Longhi. La posizione di totale chiusura di San Fermo della Battaglia è stata chiara fin dal primo istante. Il vicesindaco ha fatto sapere chiaramente di non ravvedere in alcun modo la necessità di rivalutare l’accordo firmato nel 2003. Non solo. Mascetti ha chiesto, mettendolo nero su bianco, l’attuazione di quelle parti del documento non ancora concretizzate, in particolare una nuova strada che dovrebbe essere di competenza della Provincia e una convenzione che permetta ai bimbi di San Fermo di avere tariffe agevolate negli asili nido del capoluogo. «Non capisco perché qualcuno possa sorprendersi della mia posizione – dice senza alcun timore Mascetti – Nel 2003 è stato firmato un accordo preciso, sottoscritto da tutte le parti in causa. Non c’è alcun motivo per rivederlo oggi, a distanza di 10 anni. Piuttosto, mi chiedo perché vi siano elementi di quello stesso accordo che non sono stati rispettati». Mascetti non esita ad attaccare. «Non comprendo – dice il vicesindaco di San Fermo – con che faccia enti che non hanno mantenuto un accordo sottoscritto 10 anni fa oggi abbiano l’arroganza di chiedere una revisione. Noi amministratori rispondiamo ai cittadini e ai cittadini dobbiamo rendere conto dimostrando di mantenere le promesse fatte. È ovvio che io voglia mantenere tutte le promesse fatte nel 2003 con la firma di quell’accordo». Il Comune di Como auspicava anche una revisione della gestione dell’anagrafe. Palazzo Cernezzi spende circa 30mila euro l’anno per garantire la presenza di un funzionario che sbrighi le pratiche a San Fermo. Anche questo elemento, però, fa parte dell’intesa sottoscritta nel 2003. Il piccolo paese di cintura, infatti, si è trovato a dover sbrigare una mole di pratiche, soprattutto nascite e morti, legate al nuovo ospedale, che il personale dell’ente locale non sarebbe stato certamente in grado di smaltire. Mario Lucini, assente alla riunione di ieri, non nasconde il disappunto. «Si trattava di una riunione tecnica ma con sorpresa ho scoperto che gli altri enti avevano inviato gli amministratori – dice il primo cittadino di Como – L’idea era di fare le valutazioni tecniche e in un secondo momento, in base a quelle, di riunire il collegio di vigilanza. La situazione invece si è sviluppata in modo anomalo. Prendo atto della posizione di chiusura del Comune di San Fermo della Battaglia – aggiunge Lucini – Per quanto mi riguarda sono convinto che quanto previsto nell’accordo del 2003 necessiterebbe di un riequilibrio e ci aspettiamo che ci sia modo di ragionare sulla questione». Anna Campaniello

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