Pronto soccorso, non cala la “morsa”: anche ieri afflusso record al Sant’Anna e a Cantù
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Pronto soccorso, non cala la “morsa”: anche ieri afflusso record al Sant’Anna e a Cantù

Non accenna a diminuire la “morsa” di afflussi al pronto soccorso degli ospedali Sant’Anna di San Fermo della Battaglia e Sant’Antonio Abate di Cantù. Ieri anzi – tenendo come riferimento l’arco orario compreso tra le 24 e le 16 del pomeriggio – i pazienti sono stati 170 contro i 165 del giorno prima, cinque in più. Dei 170 accolti, 10 erano codici rossi, 36 codici gialli, mentre il resto erano codici verdi o addirittura bianchi.

Per rendere l’idea del super afflusso di questi giorni a causa del picco dell’influenza, basta segnalare che da valutazioni effettuate precedentemente a questo boom, già la cifra di 133 pazienti al giorno era considerata da “super afflusso”. Di solito inoltre, nei giorni “normali”, sono mediamente 12 le persone che dopo l’accesso al pronto soccorso necessitano di un ricovero, mentre in questo periodo non si scende mai sotto il numero di 20 ogni 24 ore.

Un afflusso che prosegue costante da almeno una decina di giorni. Proprio per questo motivo, in vista anche del ponte legato all’Epifania, ieri al Sant’Anna c’è stata una riunione straordinaria voluta proprio per valutare come muoversi in questa situazione di emergenza che continuerà almeno fino a lunedì. Sono state dunque prese misure per aumentare i posti letto e l’accoglienza, anche a costo di “girare” pazienti di area medica nelle degenze chirurgiche. Sono state attivate collaborazioni – già in essere – per trasferire pazienti in strutture private in modo da alleggerire il carico sul nosocomio di San Fermo della Battaglia e su quello di Cantù.

Il medico della notte avrà un collega al fianco, mentre sono stati allertati gli infermieri che in caso si necessità e ulteriore incremento dell’afflusso potrebbero essere richiamati al lavoro. Tutte misure con cui si spera di poter far fronte all’impegnativo trittico di Epifania, sabato e domenica. «L’impegno di tutte le unità operative è massimo e improntato a non lasciare per troppe ore i pazienti al pronto soccorso», hanno fatto sapere dal Sant’Anna al termine della riunione di ieri. Di certo l’appello è sempre lo stesso che continua ormai da diversi giorni: chi non avesse una reale necessità è pregato di rimanere lontano dal pronto soccorso per evitare lunghe attese che hanno toccato anche le 12 ore. E, del resto, anche i dati dell’afflusso di ieri fanno capire che solo il 27% di chi si è presentato al pronto soccorso aveva realmente bisogno di cure mentre per tutti gli altri sarebbe stato meglio rivolgersi al medico di base o alla guardia medica

6 gennaio 2017

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Redazione Corriere di Como

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