Ospedale Sant’Anna: i dipendenti vogliono più sicurezza

San Fermo della Battaglia, il nuovo ospedale S. Anna 20/10/2010Cinque operatori del Sant’Anna aggrediti e feriti nei primi tre mesi dell’anno. Nel 2014 erano stati soltanto 3.
«Il numero di infortuni dovuti a pazienti violenti è allarmante e siamo preoccupati per l’incolumità e la sicurezza del personale, soprattutto delle guardie comandate dal maggiore Alberto Quadrio e dei lavoratori del pronto soccorso». Un grido d’allarme emerso mercoledì scorso, durante la prima riunione del tavolo tecnico permanente sulla sicurezza del personale istituito proprio per far fronte all’escalation di aggressioni e violenze al pronto soccorso. «È necessario intraprendere un percorso che approdi a una maggior tutela, da parte dell’azienda, di tutti i lavoratori che vengano aggrediti in forma verbale, fisica o psicologica da pazienti e visitatori – ha detto il coordinatore delle Rsu, Massimo Coppia – Senza dimenticare la tutela delle strutture che vengono devastate e dell’incolumità di tutti gli altri pazienti e visitatori che si trovano ad assistere a questi atti di violenza».
Tra i punti all’ordine del giorno del tavolo per la sicurezza, la definizione degli interventi delle guardie di vigilanza e degli operatori sanitari in attesa dell’intervento delle forze dell’ordine.
«Spesso, nell’ambito dei servizi psichiatrici sono “parcheggiati” pazienti aggressivi, violenti, già noti alle forze dell’ordine – è stato detto al tavolo della sicurezza – Potrebbe essere utile segnalare al pronto soccorso l’arrivo di soggetti pericolosi. Queste situazioni in molti casi impegnano la presenza della vigilanza per ore. La lunga attesa del medico psichiatra o delle forze dell’ordine alimenta l’aggressività del paziente e mette più a rischio l’incolumità della guardia e dei presenti».
Tra le richieste dei rappresentanti dei dipendenti, un potenziamento delle guardie all’ospedale di Cantù e la realizzazione di un locale «in cui allontanare il paziente aggressivo e destinato a far fronte a tutte le possibili emergenze», oltre a un maggiore controllo degli accessi.
Il prossimo 13 aprile, in Prefettura a Como, è convocata una riunione del tavolo tecnico sulla sicurezza che riunisce i vertici dell’azienda ospedaliera Sant’Anna e i rappresentanti delle forze dell’ordine. Il coordinatore delle Rsu ha chiesto di poter entrare a far parte del nuovo organismo.
«Al momento, però, a questo proposito non ho avuto una risposta», ha detto Coppia.
All’azienda ospedaliera, i rappresentanti dei dipendenti hanno chiesto infine una maggiore tutela in caso di aggressioni e violenze. «Il lavoratore che ha subìto una violenza – ha concluso Coppia – dev’essere messo nelle condizioni di segnalare gli episodi di aggressione e tutelato sempre nelle azioni di rivalsa anche dall’ente, perché spesso la paura di ripercussioni anche fuori dall’ambiente di lavoro e i costi delle azioni legali spingono il personale a non esercitare il proprio diritto di sporgere querela nei confronti degli aggressori».
A. Cam.

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