Ospedali psichiatrici addio, numeri preoccupanti. Da luglio a Como 22 pazienti in libertà vigilata

Como, Palazzo di giustizia, tribunaleGli ospedali psichiatrici giudiziari dal primo aprile scorso di fatto non esistono più. Al contempo, però, non sono ancora attive le Rems, Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, che dovrebbero sostituire le vecchie strutture.
«La gestione della fase di transizione è complessa e deve essere fatta in rete – sottolinea Claudio Cetti, responsabile del Dipartimento di salute mentale di Como – È una partita drammatica che stiamo cercando di presidiare al meglio».
All’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, risultano ancora ricoverati 5 comaschi. «Negli ultimi 8 mesi, da luglio 2014 a febbraio 2015, dalla struttura sono usciti 89 pazienti lombardi – ha spiegato Andrea Pinotti, direttore dell’Opg – Como è la provincia che ha accolto più pazienti in libertà vigilata, 22 in tutto in questo periodo».
Per la prima volta,  in Tribunale a Como tutti gli enti e le istituzioni impegnati nella delicata partita si sono riuniti attorno allo stesso tavolo per fare il punto della situazione sulla gestione di questo periodo di passaggio.
L’iniziativa è stata promossa dal Dipartimento di salute mentale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna insieme alla Prefettura e al Tribunale di Como, nell’ambito del Tavolo di coordinamento degli interventi giudiziari, sanitari e di ordine pubblico relativo a pazienti psichiatrici.
Maria Luisa Lo Gatto, giudice del Tribunale di Como, ha insisto sull’importanza della collaborazione dei soggetti in causa. «Sui sanitari ricadrà in gran parte la responsabilità, nell’immediato, di questa fase di transizione e di passaggio dagli Opg alle Rems – ha ribadito il magistrato – La cura del malato psichiatrico, anche se ha commesso reati, torna di competenza della sanità. Resteranno le misure detentive, ma in strutture gestite da sanitari. Dobbiamo fare una battaglia culturale per condividere tutti assieme gli obiettivi della riforma, ovvero eliminare le pene detentive che emarginano e devono essere solo la soluzione estrema».
Per affrontare al meglio la situazione, nell’immediato, il giudice ha sottolineato tre punti sui quali lavorare. «Serve subito una mappatura dei ricoveri in Rems e dei luoghi nei quali saranno trasferiti i detenuti ancora presenti negli Opg – ha detto Maria Luisa Lo Gatto – Le forze dell’ordine, come già stanno facendo, devono continuare a lavorare con una sorveglianza speciale sui casi segnalati, in collaborazione con il terzo settore, ovvero le associazioni che gestiscono le varie strutture. Infine, è necessario avere una banca dati dettagliata con gli indicatori sulla pericolosità sociale dei soggetti. Dobbiamo condividere le informazioni».
Il nuovo assetto dopo la chiusura degli Opg prevede, per la Lombardia, 6 Rems a Castiglione delle Stiviere e 2 a Limbiate.
«Attualmente a Castiglione sono ancora presenti 217 pazienti, 136 lombardi e i rimanenti di altre zone d’Italia – ha spiegato Pinotti – Le altre regioni non sono ancora organizzate ed è difficile ricollocare i pazienti. Per poter attivare le Rems definitive, i malati presenti devono scendere sotto quota 160 e attualmente non è semplice arrivare a questo risultato». Anche perché, come ha ricordato Franco Milani, dirigente della struttura Politiche sanitarie territoriali e salute mentale della Regione, «da gennaio al 31 marzo sono entrati a Castiglione 45 nuovi pazienti. La proiezione per l’anno 2015, se non cambiano le cose, è di 180 nuovi ingressi, un numero record».
Anna Campaniello

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