Ostetrica del Sant’Anna con il morbillo, scatta il piano di sorveglianza

Ospedale Sant'Anna

Un caso di morbillo che ha colpito un’ostetrica dell’ospedale Sant’Anna ha fatto scattare un piano di sorveglianza che coinvolge una ventina di persone tra colleghi della donna e pazienti del reparto. La preoccupazione maggiore riguarda le neomamme e soprattutto i neonati, che non possono effettuare la vaccinazione preventiva, prevista a partire dall’anno di vita. L’operatrice non presta servizio da una decina di giorni e la diagnosi risale alla fine del mese di marzo. Al momento non risulterebbero altri contagi.
La notizia della diagnosi di morbillo è stata comunicata subito all’ospedale Sant’Anna e all’Ats dell’Insubria, che si occupa del settore delle malattie infettive e ha fatto scattare il piano di monitoraggio e prevenzione. Sono state individuate circa venti persone che hanno avuto contatti diretti con l’ostetrica nel periodo in cui la donna, pur non avendo ancora manifestato i sintomi del morbillo, avrebbe potuto comunque trasmettere la malattia, che ha un periodo di incubazione di circa cinque giorni. I casi sono stati valutati singolarmente e tutte le persone sono sotto stretta osservazione.
L’ostetrica, secondo quanto riferito dall’Asst Lariana, ha lavorato al Sant’Anna l’ultima volta il 24 marzo scorso. La comparsa dei sintomi del morbillo e la diagnosi della patologia risalgono ai giorni successivi. I controlli riguardano dunque le persone che sono state in reparto nel periodo in cui l’operatrice avrebbe potuto trasmettere a sua insaputa la malattia. Al momento non risultano altri casi, anche se il periodo di sorveglianza sanitaria procede per almeno due settimane. Il rischio di contagio riguarda le persone non vaccinate e il timore è soprattutto per i neonati, per i quali non è prevista la somministrazione del farmaco preventivo. La vaccinazione antimorbillo è in calendario tra i 12 e i 15 mesi.
L’Ospedale Sant’Anna segnala peraltro un aumento notevole delle persone che si sono presentate al pronto soccorso con il morbillo. Tra San Fermo e Cantù quest’anno sono state ben otto, mentre tra 2015 e 2016 erano state in totale due.

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