Ottanta aziende lombarde pronte a trasferirsi a Chiasso

L’operazione “Benvenuta impresa”

Sono ottanta le aziende italiane, in gran parte lombarde, provincia di Como compresa, pronte a varcare il confine per occupare a Chiasso gli spazi lasciati liberi dalle banche e dagli uffici finanziari a causa della crisi del sistema creditizio ticinese. È il bilancio intermedio – tracciato ieri dalla Rsi, la radiotelevisione svizzera – dell’operazione “Benvenuta impresa”, lanciata a fine settembre dal Municipio di Chiasso su iniziativa dell’Associazione per il promovimento economico della città

di Chiasso (Apec).
Un progetto che vuole far incontrare due esigenze complementari: da una parte le imprese italiane che, vessate dal carico fiscale e dagli adempimenti burocratici, sognano di trasferirsi in Svizzera; dall’altra la città di Chiasso che punta a ridare vita ai tanti uffici rimasti vuoti per il declino del settore bancario.
«Abbiamo una prima linea costituita da 80 aziende, che sono già state incontrate, alcune anche diverse volte – ha detto Davide Lurati, capoprogetto di “Benvenuta impresa” – Vi è poi una seconda linea di circa 300 imprese. Il nostro obiettivo è arrivare a risultati concreti entro la fine di quest’anno». Le aziende italiane interessate, ha spiegato Lurati, «appartengono al settore del terziario avanzato, il cosiddetto quaternario» e sono disposte a trasferire a Chiasso le loro sedi. Il referendum del 9 febbraio, con cui la maggioranza degli svizzeri ha chiesto un tetto all’immigrazione, costituisce però «un incidente di percorso», perché «molti imprenditori italiani hanno chiesto se questo risultato potrà avere influenze sul nostro progetto. Vedremo, noi intanto andiamo avanti», ha concluso Lurati.

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