Ottavio Rossani: «La poesia di oggi è giovane e impegnata»

Recital e concerto
Stasera al Carducci l’incontro con l’autore a cura di Laura Garavaglia con intrattenimento musicale
(l.m.) La scrittura in versi nel nostro Paese gode di buona salute. Un’arte povera per definizione, ma quantomai necessaria, la poesia. Come riserva indiana di libertà e verità, da coltivare nell’era dei libri digitali e della comunicazione istantanea via Internet.
E c’è anche un vento di novità. I giovani autori sono molto più agguerriti delle precedenti generazioni, e si impegnano anche a trattare temi scomodi tra politica e sociale. Parola di Ottavio Rossani, storico curatore del blog dedicato alla poesia sul sito del “Corriere della Sera”, www.corriere.it.
Lezione di poesia tra parole e musica, oggi, quella che terrà alle 20.45 all’istituto “Carducci” di Como in viale Cavallotti 7, a cura dell’associazione culturale comasca “La casa della poesia” guidata da Laura Garavaglia. Il nuovo libro di Rossani che sarà protagonista dell’incontro si intitola Riti di seduzione (Nomos Edizioni, 2013, selezionato nella cinquina dei finalisti al Premio Camaiore 2014) ed ha una prefazione di Maurizio Cucchi. Al Carducci, dialogano con l’autore la stessa Laura Garavaglia e Wolfango Testoni. Rebecca Taio al flauto e al violoncello e Leonardo Taio alla viola eseguiranno musiche di Johann Sebastian Bach, Georg Philip Telemann e Niccolò Paganini. Ingresso libero.
Ottavio Rossani è poeta, ma anche pittore e giornalista. Si occupa pure di teatro. Ha viaggiato in diversi continenti, in particolare attraverso l’America Latina.
Nato a Sellia Marina nel 1944, vive a Milano, dove si è laureato in Scienze Politiche e sociali all’Università Cattolica. Da 40 anni al “Corriere della Sera”, ha scritto saggi storico/letterari e racconti. Cinque i libri di poesia prima di Riti di seduzione. Citiamo Le deformazioni (1976), Falsi confini (1989), Teatrino delle scomparse (1992), Il fulmine nel tuo giardino (1994), L’ignota battaglia (2005). Molte le plaquette di poesie, corredate da suoi disegni. I suoi quadri sono in collezioni private, in Italia e all’estero. Una sua pièce, Se mi vengono i brividi, è stata rappresentata a Buenos Aires, con la sua regia.
In questa nuova fatica letteraria, come evidenzia Maurizio Cucchi, Ottavio Rossani ha dato prova di sapersi muovere «su forme e misure diverse», creando ogni volta la «musica appropriata». Un autore che sa amalgamare sguardi sulla memoria, brevi flash aforistici e momenti più narrativi e distesi.
«Per me la poesia – dice Ottavio Rossani – è l’unico esercizio di verità e conoscenza che permette alla parola di uscire dalle logiche del profitto e dell’interesse, è l’unica forma gratuita di attività intellettuale che sia data oggi, anche se poi ci sono alcuni grandi poeti che riescono anche a sostenersi con la vendita dei loro libri».
«In questo libro – prosegue Ottavio Rossani – per la prima volta do una prevalenza lirica alla memoria intesa non in senso di contemplazione nostalgica ma come visione della vita che prende spunto dal passato per parlare al presente e a volte anche per prefigurare scenari di futuro».
Oggi la poesia è più lirica o narrativa, secondo l’esperto del “Corriere”? «La poesia è sempre stata una forma di romanzo, una narrazione. Pensiamo ai grandi poemi epici dell’età classica. Ed è sempre stata al tempo stesso consustanziale alla musica. Non a caso a Como la lettura dei miei versi sarà accompagnata da ascolti musicali. Oggi vedo un grande fermento attorno alla poesia, specie trai giovani che a differenza di chi si muoveva con i primi passi nella scrittura una quindicina di anni fa, sono capaci di non ripiegarsi su se stessi con un sterile lirismo ma sanno affrontare anche temi scomodi di impegno sociale e civile. Oggi però il poeta è sempre più cosciente che deve cercare forme nuove di espressione, per non fermarsi all’ovvio. La vera ricetta è leggere sempre molto, per maturare una voce davvero autentica».

Nella foto:
Uno degli incontri organizzati nel salone “Enrico Musa” da Laura Garavaglia della “Casa della poesia” in occasione della “Giornata mondiale della poesia” indetta dall’Unesco ogni 21 marzo (foto Mattia Vacca)

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