Ozono, picchi di inquinamento fra Erba e Cantù
Ambiente, Cronaca, Territorio

Ozono, picchi di inquinamento fra Erba e Cantù

Ozono in netto aumento in questi giorni in Lombardia, con i picchi più alti nella Brianza comasca, fra Cantù ed Erba e poi fino nel Lecchese a Valmadrera.
Legambiente lancia l’allarme. «L’ozono è un inquinante secondario, generato dalle reazioni atmosferiche, in presenza di luce, a partire dalla NO2 prodotta soprattutto dagli scarichi automobilistici, con un ruolo prevalente dei motori diesel che rappresentano la fonte emissiva primaria in Lombardia», spiega l’associazione in un suo comunicato.
Come detto, in questi ultimi giorni le concentrazioni più alte sono state misurate in alta Brianza, tra Cantù, Erba e Valmadrera.
Ma l’inquinamento non ha risparmiato neppure la Valsassina, dove a Moggio le centraline Arpa hanno misurato concentrazioni medie di 129 microg/mc.
E il limite è fissato in 120 microg/mc come media di otto ore, da non superare per più di venticinque giorni all’anno.
Il peggio è previsto per queste ore – afferma ancora Legambiente – dove i superamenti, anche a causa della rotazione dei venti, dovrebbero essere generalizzati in tutta la Lombardia occidentale, estendendosi dal Varesotto e Comasco fino alle province di Milano e Pavia.
«In queste zone, oltre che nei bacini dei laghi, non è davvero il caso di aspettare gli avvisi di allarme degli Enti preposti – sostiene ancora il comunicato – occorre essere prudenti e consapevoli che, nelle ore del pomeriggio e della prima serata, è bene astenersi da attività fisiche intense e all’aperto per limitare il contatto con aria inquinata».
«Siamo stanchi di leggere i bollettini di guerra dello smog dai siti della comunicazione istituzionale», dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.
«Ci aspettiamo azioni più energiche di quelle indolenti e poco coraggiose assunte fino ad ora dalle istituzioni – aggiunge – Non arriviamo impreparati, d’estate come d’inverno occorre tutelare la salute dei lombardi».
A differenza degli ossidi d’azoto, il cui inquinamento si misura a breve distanza dai tubi di scarico, nelle città o lungo le autostrade, l’ozono si forma successivamente, quando le masse d’aria inquinate si spostano, sotto l’influenza delle correnti, a una certa distanza dal punto in cui è avvenuto l’inquinamento. «Poiché in questi giorni i venti dominanti sono da Sud, non stupisce che le aree in cui si sono misurate concentrazioni più importanti di smog siano quelle pedemontane a Nord della metropoli, dal basso Varesotto al Comasco e Lecchese, fino alla città di Bergamo», conclude il comunicato di Legambiente.

25 maggio 2018

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Redazione Corriere di Como

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