Padre e figlio nella sala d’attesa dell’Asl

Ricordi lariani di Renzo Romano
S i abbassano in segno di saluto le sbarre del passaggio a livello in piazza del Popolo. Accolti dal cielo di Como, così bello quando è bello, i passeggeri del treno da Milano affacciati ai finestrini, il capotreno sul predellino con il fischietto tra le labbra.
Sedotti e abbagliati dal sole che si fa beffe delle nuvole non vedono quel che accade nella sala d’attesa dell’Asl proprio dietro Palazzo Terragni. Una donna giovane, la busta con le radiografie tra le mani. Di fronte, un uomo avanti con gli anni, l’aria preoccupata, la moglie premurosa gli fa compagnia. Nell’angolo opposto un giovane, sfortunato, la natura non è stata benigna con lui. I suoi gesti sono scomposti, scoordinati, la voce un rantolo. È adulto, ma solo per l’età.
Seduto accanto un uomo anziano, le mani callose, la fatica dei campi incisa nelle rughe del volto. Indossa il vestito buono della domenica, con gilet e orologio nel taschino. Il suo sguardo è severo, non triste. Tutta l’attenzione è per il giovane seduto accanto. Il suo sguardo lo avvolge, lo protegge. Il giovane si agita scomposto. Allora, l’uomo anziano gli posa una mano sulla spalla. In silenzio. Il suo gesto è deciso e delicato. Il giovane si gira verso di lui, gli sorride. E gli siede in braccio, come se fosse un bambino. Gli appoggia la testa sul petto. L’uomo accarezza la fronte del giovane e scompiglia con delicatezza i suoi capelli.
Nella sala d’attesa è silenzio. La figura dell’uomo, gli occhi colmi d’amore, con il figlio sfortunato, ma forse no, tra le braccia, domina la sala. Una porta si apre. Un’infermiera pronuncia un nome. L’uomo si alza, il figlio per mano. La porta si chiude alle loro spalle. Fuori, le sbarre del passaggio a livello sono alzate, il treno da Milano si è fermato appena prima di gettarsi nel lago, il capotreno ha riposto il fischietto nel taschino, i passeggeri a naso all’insù osservano incantati le funicolari, macchie gialle nel verde dei boschi, che si incontrano a metà collina.

Nella foto:
Due anziani salgono la scala d’accesso alla sede dell’Asl in via Pessina a Como

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