Pagamenti in contanti oltre i mille euro, c’è chi dice ancora sì

Regole e tracciabilità Mini-inchiesta
Difficile far rispettare le nuove norme sull’uso delle carte di credito o del Bancomat
«Vuole pagare in contanti? Non si preoccupi. Non c’è problema». Il problema (o lo scrupolo) dovrebbe esserci, se il prodotto costa mille euro.
E invece, tre negozianti comaschi scelti a caso – un gioielliere, un orologiaio e il titolare di uno store di elettronica – non sembrano curarsi del fatto che, dal 6 dicembre, i pagamenti superiori a 999,99 euro devono essere tracciabili. Assegno, carta di credito o Bancomat non fa differenza: l’importante è che resti traccia della transazione

, per far girare meno “nero” possibile. Soltanto uno dei 3, all’inizio, ha detto no. Ma è stato sufficiente insistere un pochino per strappare una mezza promessa: «Lei decida, poi vedremo».
Perché di questi tempi è difficile che un negoziante si lasci sfuggire un cliente pronto a sborsare 2mila, 3mila euro. Piuttosto rischia una sanzione pesante (fino al 40% del prezzo di vendita, con un minimo di 3mila euro) ma non perde il cliente.
A Como, poi, le boutique più esclusive sono piene di svizzeri, che – cosa confermata dagli stessi commercianti in alcune interviste al Corriere di Como – spesso pagano in contanti.
L’ha detto anche il presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi: «Per molti commercianti si stanno verificando situazioni veramente traumatiche. Soprattutto con gli stranieri, abituati ad acquistare tax free. Ci sono molti casi di negozianti che hanno dovuto rinunciare alla vendita. Gli stranieri sono abituati a pagare in contanti, questo ci pone in una situazione difficile».
Il gioielliere
La prima tappa è un gioielliere della città. «Vorrei fare un regalo alla mia fidanzata. Un regalo un po’ impegnativo. Pensavo a un anello». Un solitario, gioiello da innamorati.
Me ne vengono proposti di tutte le forme e di tutti i tipi, chiarisco che non vorrei andare oltre i 2mila euro. Il cerchio allora si stringe, ne rimangono cinque. Ne scelgo uno piccolo, discreto, d’oro bianco con un diamante tondo incastonato nel mezzo. Riesco a spuntare un piccolo sconto, alla fine concordo sul prezzo: 1.100 euro. Dopo quasi mezz’ora di trattativa, c’è una certa confidenza con il gioielliere. Quindi provo a chiedere, a bassa voce: «Scusi, è un problema se pago in contanti? Sa, ho sentito che in teoria non si può più». Risposta: «Nessun problema, si figuri. Quella norma entra in vigore da gennaio». Non è proprio così: i pagamenti in contanti oltre i 1.000 euro son vietati già dal 6 dicembre.
L’orologiaio
Stessa scena in un altro negozio di Como, specializzato in orologi: un fidanzato che vuole stupire la propria compagna con un regalone, un orologio prezioso. Con un budget che, per certi articoli, non è nemmeno alto. Mi perdo per mezz’ora tra quadranti, bracciali, movimenti, datari e numeri romani. Chi mi serve è paziente, asseconda i miei gusti e ribalta mezzo negozio, pur di trovare qualcosa che mi piaccia. Scelgo due orologi: uno da poco più di 3mila euro, uno da 1.600. Tiro sul prezzo, poi chiedo il piccolo favore: «Posso pagare in contanti? Sa, per me sarebbe più comodo?». Risposta: «Mi spiace, non possiamo accettare. Dal 6 dicembre non si può più. Se scarichiamo un prodotto da 3mila euro e il pagamento non è tracciabile, parte la segnalazione».
Non mi arrendo. Guardo e riguardo l’orologio, quello da 1.600 euro. Voglio prenderlo, la persona di fronte a me lo capisce. «Torno nel primo pomeriggio. Sono molto interessato. Ma davvero non riesce a farmelo pagare in contanti?». Risposta: «Lei ci pensi. Poi, per il pagamento, vediamo».
Il negozio di elettronica
Se la fidanzata non apprezza i gioielli, meglio portarle il cinema in casa: l’home theatre. Che costa persino più di un solitario. Da un negozio specializzato mi faccio configurare un buon impianto con elettronica, casse e subwoofer. Tutta merce di primissima qualità. Conto: 2.600 euro, montaggio incluso. «Vorrei pagare in contanti. È un problema?».
«Si figuri. Se guardassimo questi dettagli, non lavoreremmo più».

Andrea Bambace

Nella foto:
Il gioielliere non ha avuto alcun problema a dire sì ai contanti

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