Paganini, Liszt e la Pasta i “numi tutelari”

altLirica e classica. Quando la città diventa un pentagramma

Anche grazie alla Scala, ospitata al Sociale dopo il bombardamento del 1943, a Como si esibirono i migliori cantanti lirici, sulla scia della musa di Bellini, il soprano Giuditta Pasta: Francesco Tamagno, Beniamino Gigli, Tito Schipa, Mario Del Monaco, Carlo Bergonzi, Nicola Rossi Lemeni, Giuseppe Di Stefano, Alfredo Kraus e Leo Nucci. Tra le prime donne, l’albo d’oro annovera tra le altre

Maria Malibran, Renata Scotto, Magda Olivero, Raina Kabaivanska, Mariella Devia e Tiziana Fabbricini. La prima comasca di Pagliacci del 1892 vide in platea Ruggero Leoncavallo. E a una replica di Iris assistette Pietro Mascagni. Molte le bacchette celebri, da Arturo Toscanini a Vladimir Ashkenazy, da Peter Maag a Riccardo Chailly a Riccardo Muti (memorabile in Don Pasquale). Tra i pianisti, i mitici Franz List, Wilhelm Backhaus, Arturo Benedetti Michelangeli, Alfred Cortot, Michele Campanella, Michail Pletnëv e Giovanni Allevi. Grande successo ebbe nel 2008 Uto Ughi, virtuoso là dove nel 1823 lasciò il segno il genio sublime di Niccolò Paganini.

Nella foto:
La stella internazionale
Il pianista e compositore Giovanni Allevi in concerto al Teatro Sociale nel 2009 (foto Mattia Vacca)

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