Pagine d’archivio, Montale rinato con Maria Corti

Maria Corti

Montale inedito svelato tra fogli autografi e carte private: la riscoperta di un poeta e giornalista dagli archivi italiani.
Per la prima volta si riuniscono i “brogliacci” di Eugenio Montale dispersi in tutta Italia a partire dal Fondo Manoscritti di Pavia, con inediti e alcune sorprese, nel primo libro nel 40° anniversario del poeta.
Esce per Interlinea di Novara il volume Le carte di Eugenio Montale negli archivi italiani a cura di Gianfranca Lavezzi (pp. 356, euro 20). Il grande poeta è svelato nei piccoli fogli autografi delle sue carte private che mezzo secolo fa egli ha donato alla filologa di origine intelvese Maria Corti avviando il celebre Fondo Manoscritti di Pavia: «Non ho mai supposto che i miei brogliacci possano diventare materia di archivio e di consultazione», ha scritto qualche anno dopo, con il consueto (auto)ironico understatement.
La realtà l’ha felicemente smentito, e tanti sono gli archivi italiani pubblici e privati che conservano i suoi “brogliacci”. Per la prima volta nel volume se ne ricostruisce la mappa, riunendo le carte in un ideale dialogo che illumina in controluce, con molti scorci inediti, la personalità e la poesia di Eugenio Montale.
Ricordiamo che motore delle iniziativa di tutela delle memorie intelvesi di Maria Corti è un altro poeta, lo svizzero Fabio Pusterla, che è stato il principale animatore della rinascita di “Casa Corti” a Pellio come centro culturale ed è curatore della collana di poesia dell’editore Marcos Y Marcos di Milano.
Maria Corti, la celebre filologa e critica dell’Università di Pavia (dal 1951 al ’57 insegnò al liceo Volta di Como), fondatrice del “Fondo Manoscritti di Autori Contemporanei” dell’Università di Pavia, ha scritto molte sue celebri opere nel buen retiro di Pellio Inferiore, in Valle Intelvi. Infatti, nell’operosa quiete del cinquecentesco castello della famiglia materna, sono nati tra gli altri il romanzo Il ballo dei sapienti edito da Mondadori e i saggi danteschi de La felicità mentale editi da Einaudi. Fabio Pusterla è stato suo allievo ed è autore molto apprezzato con le sue raccolte di poesie e ha firmato con Claudia Patocchi il volume “Cultura e linguaggio della Valle Intelvi”, tratto dalle tesi discusse con Maria Corti all’Università di Pavia “Il dialetto della Valle Intelvi: fonetica storica, fonologia e morfosintassi” e “La ‘Val di Raaf’ e la ‘Val di maesc-tràn’: indagini lessicali ed etnografiche sulla Valle Intelvi”. Un’opera tuttora fondamentale per la conoscenza linguistica e antropologica del territorio della valle comasca.

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