Palasport di Casate a rischio chiusura, utenti mobilitati

La Csu non ha fatto l’insonorizzazione e la tregua con i residenti termina a fine febbraio
La protesta corre sempre più sui social network. Dopo la pagine Facebook aperta dai pendolari della Navigazione Laghi, da qualche ora sulla rete è comparsa anche “Salviamo il Palaghiaccio di Casate”, la pagina creata dagli utenti contro la possibile chiusura del palazzetto. Oltre 800 gli internauti che in poche ore hanno cliccato il “mi piace” del gruppo di Facebook, esprimendo preoccupazione per un futuro senza ghiaccio in città. Alla base della mobilitazione una serie di segnali
definiti preoccupanti, che potrebbero portare appunto – così dicono – alla cessazione di ogni attività. Uno su tutti la mancata insonorizzazione del palazzetto. E così è tornata a rincorrersi la voce di una chiusura.
«Al momento sono voci infondate» risponde il numero uno di Csu, Mariano Montini, anche se non nega che in futuro, nella peggiore delle ipotesi, si potrebbe verificare una chiusura temporanea. Come detto, infatti, lo scorso ottobre, per riaprire il palaghiaccio, Comune e Csu si erano impegnati a realizzare entro il 29 febbraio una parete insonorizzante ottenendo in cambio dai residenti la sospensione di ogni azione giudiziaria.
«Purtroppo c’è stato un intoppo burocratico che ha bloccato i lavori» spiega Montini. Senza insonorizzazione, dunque, dal 1° marzo i residenti potrebbero proseguire con l’azione legale, costringendo Csu a chiudere il palazzetto. «Non posso farmi carico di un processo penale – conclude Montini – per una questione che non è di mia responsabilità».
Al momento, però, restano aperti molteplici scenari che verranno discussi martedì prossimo durante l’incontro tra i legali degli abitanti, di Csu e di Palazzo Cernezzi. Intanto su Facebook c’è anche chi propone una manifestazione con tutti gli atleti del ghiaccio e chi racconta le sue esperienze presenti e passate con il pattinaggio o l’hockey. Ma non sono solo gli internauti a mobilitarsi. A monitorare lo stato di salute della struttura di Casate, ormai da diversi anni c’è anche il comitato “ghiaccio e futuro”. E le ultime notizie in arrivo creano tensione. Anche se positive e comunque improntate all’ottimismo.
«Abbiamo fondato questo gruppo alcuni anni fa proprio per cercare di mantenere sempre attivo, aperto e a disposizione della gente il palazzetto. Sappiamo bene come nel corso degli anni si siano succeduti alcuni problemi. Non ultimo quello relativo all’insonorizzazione», spiega Giorgio Zordan, presidente del comitato. «In ogni momento difficile abbiamo sempre cercato di scovare soluzioni ai problemi. Siamo sempre stati a disposizione – e lo siamo anche ora – delle istituzioni e di tutti i soggetti coinvolti per dare il nostro contributo».
E sulle novità più recenti il presidente è però tranquillo. «Mi sembra di poter dire che non ci siano gli estremi per la chiusura. Monitoreremo comunque la situazione costantemente».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il palaghiaccio di Casate dove anche ieri pomeriggio erano in corso gli allenamenti di pattinaggio. Comune e Csu avevano promesso ai residenti esasperati dal rumore della musica dell’impianto sportivo l’installazione di pannelli fonoassorbenti entro il 29 di febbraio, ma i lavori non sono mai partiti (Fkd)

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