Palasport di Muggiò, corsa contro il tempo: «Non perdiamo i milioni dalla Regione»

Il palazzetto dello sport di Muggiò (Como) in stato di abbandono.

La prima, dura denuncia è apparsa su queste colonne lo scorso 18 aprile. Richiamati da alcuni residenti abbiamo documentato il degrado dell’area del palazzetto comunale di Muggiò, chiuso dal 2013 e trasformato in un magazzino di fortuna.

Lunedì pomeriggio, dopo lunghe settimane di attesa, sono potuti entrare i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione nella struttura, domani mattina toccherà anche ai cronisti varcare il cancello accompagnati dall’amministrazione.
Un modo per confermare quel degrado e quella desolazione che sono ormai sotto gli occhi di tutti. Un quartiere in sofferenza, che per il coordinatore della campagna vaccinale della Lombardia, Guido Bertolaso, non avrebbe potuto ospitare neppure un ospedale da campo.
Sul fronte politico intanto, dopo le prime reazioni a caldo, ieri è stata Pierangela Torresani, consigliere comunale del gruppo misto, entrata a Palazzo Cernezzi con la Lega, a riflettere in un lungo post su Facebook sul futuro del palasport e dell’area.

«La struttura va completamente demolita – scrive – Lasciando da parte le varie polemiche nella maggioranza, nulla vieta di chiedere finanziamenti a livello nazionale, ma considerato che sono stati finanziati dei fondi con il Patto per la Lombardia oggi la nostra amministrazione comunale si deve attivare per la ricostruzione della struttura e la riabilitazione dell’area, anche nel rispetto di quanto dichiarato pubblicamente ad inizio mandato che entro quattro anni Como avrebbe visto un palazzetto funzionante».
Torresani è preoccupata che Como perda i fondi regionali già stanziati. «Pertanto si chiede alla giunta che investa e metta a bilancio la spesa a integrazione, consapevoli che l’aumento dei costi del materiale è conseguenza anche del super bonus al 110% e aspettare non migliorerà la situazione».
«Se facciamo una valutazione di costi e benefici e costi opportunità ci accorgiamo che la ricaduta è positiva e vincente sia sulla dimensione ambientale sia sulla dimensione sociale in particolare verso le politiche giovanili che rappresentano una priorità», scrive ancora la consigliera del gruppo misto. Infine la stoccata su chi avrebbe dovuto fare quantomeno le manutenzioni ordinarie e straordinarie sull’opera. L’incuria e la mancanza di attenzione al patrimonio che partono da lontano.
«Dov’erano e cosa hanno fatto gli assessori responsabili dei mandati precedenti e del periodo delle giunte Bruni? – chiede – Nel mandato di Lucini si è preso atto dell’assoluta pericolosità della struttura per cui è stata chiusa per sicurezza, dobbiamo riconoscergli che erano state avviate le procedure per acquisire fondi. So che sono stati stanziati 6 milioni 349mila di euro all’interno del Patto per la Lombardia, dei quali 3.450.000 euro per il palazzetto, opera che avrebbe visto la partecipazione del Comune al 50%. Ora per non perdere questi finanziamenti, c’è un termine per cui questi fondi ritorneranno al mittente, dobbiamo muoverci per la ricostruzione. Il mandato come amministratori pubblici è agire per il bene comune, per i valori comuni della nostra comunità», conclude la consigliera comunale del gruppo misto.

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