Cronaca

Palasport di Cantù, nuvole nere sulla ripresa dei lavori

altCantù
Le ultime indiscrezioni non lasciano trapelare troppo ottimismo

Slitta la decisione del Tribunale di Brescia sulla proposta di concordato preventivo dalla Sf Costruzioni srl, la nuova denominazione di Turra, la società che si era aggiudicata i lavori del palazzetto di Cantù. L’ennesimo rinvio, alla luce anche di una riunione che si è svolta ieri in Comune nel massimo riserbo, lascia poco spazio all’ottimismo e sembra far presagire una fumata nera sulla possibilità di una ripresa dei lavori.
La speranza di una riapertura del cantiere è legata all’interessamento della società Cmr Edile – cooperativa di Reggio Emilia con circa 250 dipendenti e un fatturato vicino ai 100 milioni di euro – pronta a subentrare a Sf Costruzioni nella realizzazione del palazzetto di Corso Europa.

 Il passaggio di consegne, però, potrà avvenire solo in caso di un via libera del Tribunale alla proposta di concordato della ex Turra. La decisione era prevista per il 10 ottobre scorso. 

 

In vista di un vertice in programma ieri in Comune a Cantù con Cmr e il curatore fallimentare di Sf Costruzioni, la decisione è stata rinviata di qualche giorno. Uno slittamento che, alla luce delle poche informazioni trapelate dopo l’incontro, sta assumendo sempre più i contorni dell’ennesima tegola pronta ad abbattersi sul progetto.
Un colpo che farebbe naufragare anche l’ultima possibilità di riprendere i lavori e terminare il palazzetto.
L’esito del confronto tra Comune di Cantù, curatore fallimentare di Sf Costruzioni e vertici della emiliana Cmr sarebbe stato infatti poco incoraggiante. In base a quanto emerso, sarebbero pochi i margini per raggiungere un’intesa che soddisfi le esigenze di tutte le parti in causa e che permetta quindi la ripresa dei lavori.
Il sindaco di Cantù Claudio Bizzozero, al termine dell’incontro non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, a riprova della delicatezza del momento e delle ridotte possibilità di riavviare il cantiere di Corso Europa. Il primo cittadino, del resto, si era sempre mostrato prudente sulla questione, in attesa di avere la certezza che tutti i tasselli del puzzle potessero essere completati.
Il concordato preventivo eviterebbe il fallimento di Sf Costruzioni, un requisito essenziale perché i costruttori emiliani pronti a prendere in mano i lavori possano effettivamente farlo. Nell’ambito della procedura, il Tribunale di Brescia ha nominato Stefania Olivari e Cristian Carini come commissario giudiziale e perito. Il loro lavoro sarebbe terminato regolarmente il 10 ottobre scorso, come era stato annunciato, ma nonostante questo non è stata comunicata alcuna decisione.
Se dovesse naufragare anche l’ipotesi Cmr Edile, tramonterebbe definitivamente la speranza di poter riavviare e completare i lavori in Corso Europa. Il Comune di Cantù non potrà che risolvere definitivamente il contratto con Turra, tornando per l’ennesima volta punto e a capo.

Anna Campaniello

Nella foto:
Il rendering
Il progetto del nuovo palazzetto di Cantù. Dalla cittadina brianzola non trapela troppo ottimismo in merito alla possibilità di ricominciare entro breve tempo i lavori
15 ottobre 2014

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