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Palazzetto, cantiere chiuso. Il Comune scrive a Turra

Lavori fermi in corso EuropaL’assessore: «Allo stato attuale sembra impossibile che rispettino il cronoprogramma»

Cantiere del palazzetto chiuso, desolatamente vuoto. E nuovo intervento del Comune di Cantù contro Turra, la società bresciana che in corso Europa sta realizzando l’impianto sportivo. Ieri, l’amministrazione ha inviato una richiesta formale di chiarimenti sull’andamento dei lavori e sul rispetto dei tempi. «La scadenza per la consegna dell’opera è fissata per aprile 2014. Di questo passo è evidente che sia impossibile rispettarla», attacca l’assessore

ai Lavori pubblici, Enzo Latorraca.In mancanza di risposte alle ripetute richieste informali di chiarimenti, il Comune ha deciso di procedere in modo ufficiale.«Abbiamo inviato a Turra una raccomandata formale – spiega Latorraca – nella quale chiediamo conto della situazione. Abbiamo messo in evidenza come, allo stato attuale, sembra impossibile che rispettino il cronoprogramma. Il cantiere è chiuso e ricordiamo che la proroga, peraltro chiesta dalla stessa azienda, scadrà tra meno di un anno».Il palazzetto dello sport doveva essere inaugurato già quest’anno. La proroga concessa dal Comune di Cantù alla società Turra ha fatto slittare al 2014 la consegna dei lavori. Da tempo, però, il cantiere è fermo e dalla società che sta eseguendo l’opera non arrivano risposte né spiegazioni di alcun tipo.Prende così sempre più corpo la preoccupazione per un secondo, clamoroso “palababele”, il precedente palazzetto mai completato e abbattuto dopo oltre vent’anni dall’inizio dei lavori.La società Turra non ha neppure ritirato la concessione edilizia per la parte privata dell’opera né tantomeno ha pagato i relativi oneri di urbanizzazione. Un altro problema con il quale deve confrontarsi l’amministrazione comunale di Cantù.«Hanno chiesto la concessione edilizia ma non l’hanno ritirata nei termini previsti – conferma Latorraca – Superata la scadenza, dobbiamo inevitabilmente anche applicare la sanzione sul pagamento degli oneri. La somma dovuta dall’azienda al Comune a questo punto sfiora il milione di euro. In assenza di risposte e soprattutto del pagamento della cifra dovuta, procederemo con l’iscrizione a ruolo per avere quanto spetta alle casse comunali. Se anche a questa raccomandata non seguirà alcuna risposta procederemo – conclude l’assessore comunale – A questo punto anche il silenzio diventa significativo e ne trarremo le conseguenze».

Anna Campaniello

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