Palazzetto dello sport di Cantù: terzo tempo. Il Comune coinvolge la società

Palababele, atto terzo. L’odissea del palazzetto dello sport di Cantù riparte da un nuovo progetto, decisamente ridimensionato rispetto ai due precedenti.
La zona prescelta, questa volta, è in via Giovanni XXIII, a poche decine di metri dal cantiere infinito di Corso Europa, nell’area del centro sportivo comunale.
Ieri mattina, la Pallacanestro Cantù ha depositato in Comune una formale manifestazione di interesse per avviare la procedura amministrativa semplificata per gli impianti sportivi – possibilità prevista da una legge del 2013 – e approfondire l’ipotesi della costruzione di un nuovo palazzetto dello sport.
La struttura dovrebbe sorgere sull’attuale campo di allenamento di sabbia, all’interno del centro sportivo comunale.
L’ipotesi che è stata presentata prevede la costruzione di un impianto polifunzionale, con un palazzetto che dovrebbe avere circa 5.500 posti a sedere, un solo campo di gioco, una palestra e una zona di ristorazione.
Nulla a che vedere con la faraonica piramide del progetto numero uno, né con la maxi struttura che avrebbe dovuto costruire la società bresciana Turra, l’impresa che si era aggiudicata i lavori del secondo impianto.
Sul quest’ultimo progetto, peraltro, è tuttora in atto un contenzioso tra il Comune e la stessa Turra. Contenzioso avviato dopo la risoluzione del contratto per inadempienza. L’area potrebbe dunque restare off-limit ancora a lungo.
Il destino del progetto numero tre dovrebbe essere definito in pochi mesi. Formalizzata la manifestazione di interesse, ora si apre una fase di valutazione. Entro 30 giorni, il Comune dovrà confermare o meno la sua volontà. Quindi la società potrà depositare un progetto preliminare con piano economico e finanziario che dovrà essere vagliato entro 90 giorni per dichiararne il pubblico interesse. A quel punto, l’amministrazione di Cantù dovrebbe indire la gara con procedura di evidenza pubblica da concludere entro 90 giorni dall’approvazione.
«Sono convinto che sia l’unica strada possibile – sottolinea fiducioso il sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero – perché c’è il coinvolgimento diretto del soggetto interessato all’opera. Ciò non era mai accaduto in passato e penso che sia questo il motivo per cui i precedenti tentativi sono naufragati».
Anna Campaniello

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