Palazzetto di Cantù, ora il Comune valuta l’accordo con l’impresa
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Palazzetto di Cantù, ora il Comune valuta l’accordo con l’impresa

Edgardo Arosio, sindaco di Cantù Edgardo Arosio, sindaco di Cantù

Ogni città ha la sua Ticosa. L’eterna incompiuta. A Cantù la pietra d’inciampo si chiama Palababele. Una vicenda che si trascina da anni senza soluzione. Anche se qualcosa, adesso, sembra tornare a muoversi proprio nell’area di corso Europa, dove del cantiere dell’agognato palazzetto sono rimaste alcune armature di calcestruzzo e una palizzata diventata terreno di conquista di writer e pittori dilettanti.
Ieri mattina, a margine della conferenza stampa in cui è stata celebrata la storica vittoria della prima Coppa dei Campioni di basket in terra brianzola, il sindaco di Cantù Edgardo Arosio ha rivelato che la società aggiudicatrice della costruzione del palazzetto ha contattato il Comune chiedendo un incontro. Obiettivo: trovare una soluzione alla vicenda.
«La precedente amministrazione, com’è noto, aveva risolto il contratto avanzando anche una richiesta di risarcimento – ha detto lo stesso Arosio – sono trascorsi anni, la causa per danni è andata avanti e ora da Turra ci è giunta una richiesta di incontro, in ottica conciliatoria. Noi abbiamo novanta giorni di tempo per decidere cosa fare».
Nessun dettaglio è stato aggiunto dal sindaco, il quale si è limitato a confermare il contatto con l’impresa bresciana senza andare oltre.

La zona del palazzetto di Cantù La zona del palazzetto di Cantù

«È presto per esprimere qualsiasi tipo di valutazione – ha aggiunto Arosio – certamente, l’idea di costruire il palazzetto risale a tempi in cui l’economia cresceva a ritmo costante; poi la crisi si è abbattuta su tanti progetti immobiliari simili. Ora analizzeremo serenamente la questione e decideremo che cosa fare». L’area di corso Europa, intanto, rimane una ferita aperta nel cuore della città. L’equivalente canturino della Ticosa di Como. Un cantiere maledetto e infinito.
L’ipotesi di accordo di cui ha parlato il sindaco difficilmente si concretizzerà nella costruzione dell’impianto sportivo. È molto più facile prevedere una chiusura bonaria della vertenza e la destinazione ad altri usi delle aree oggi occupate dalle fondamenta del palazzetto “mai nato”.
Anche per questo, le opposizioni in consiglio comunale rimangono molto prudenti nelle loro prime considerazioni a caldo sulla questione.
Secondo Filippo Di Gregorio, capogruppo del Pd, «il sindaco Arosio fa parte del gruppo politico che ha creato il problema. La cui soluzione deve in ogni caso essere trovata nel solo interesse della città. La Lega ha tante colpe da farsi perdonare, vedremo che cosa accadrà».
L’ex vicesindaco Francesco Pavesi premette di non conoscere «i termini di questa disponibilità manifestata da Turra» e di aspettarsi per questo «una puntuale comunicazione in consiglio comunale da parte della giunta».
L’argomento palazzetto, dice ancora Pavesi, «è di grande interesse e molto importante per la città. Per Cantù la mancata costruzione dell’impianto sportivo è una vergogna. Il compito dell’amministrazione è salvaguardare l’interesse della città e per questo sono convinto che l’impresa debba essere chiamata a rispondere delle sue responsabilità».

23 Marzo 2018

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Redazione Corriere di Como

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