Palazzo Cernezzi e la sosta breve a pagamento: rivoluzione rimandata

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Maggior sicurezza nelle scuole di Como. È l’obiettivo della giunta cittadina soprattutto dopo la caduta di alcuni calcinacci dal soffitto della scuola media di Albate. Un episodio che ha riportato sotto i riflettori l’urgenza di edifici più sicuri. Per questo il Comune di Como, in particolare il settore lavori pubblici, ha avviato una serie di controlli per monitorare la situazione dei plessi in città e avviato un’analisi sui flussi scolastici, tenendo sotto controllo il numero di iscrizioni per gestire le eventuali necessità degli istituti scolastici. Un censimento, dunque, per tenere sotto controllo la situazione e agire in caso di urgenza.
Del nuovo modello nelle scuole si è discusso durante la Commissione consiliare seconda a Palazzo Cernezzi. «È un cambio di passo – spiega la presidente della Commissione, Patrizia Maesani – Si tratta di una mini rivoluzione virtuosa nell’ambito della pianificazione degli uffici e delle strutture».
L’obiettivo è studiare la singola struttura per capire come intervenire. Impegnati tutti i fondi a disposizione dell’amministrazione: nel corso del 2018 la spesa totale per gli interventi di messa in sicurezza delle scuole comasche è stata di oltre 800mila euro, mentre il totale impegnato per il 2019 è di un milione e 768mila euro.
Tra gli interventi anche quello di manutenzione straordinaria della scuola primaria di via Giussani, a Rebbio. Lavori che da soli coprono una spesa di 995mila euro.
L’assessore all’Edilizia pubblica, Vincenzo Bella, ha fatto sapere che i lavori tengono conto anche della viabilità in prossimità degli edifici scolastici. «Nella scuola di via Acquanera realizzeremo un intervento in due tempi che riguarderà la segnaletica della strada e i paletti dissuasori e la realizzazione di un marciapiede per rendere più sicuro l’attraversamento in prossimità della scuola».
«La delibera che prevedeva la non ripetibilità della sosta in centro dopo 2 ore è stata sospesa – ha detto l’assessore Vincenzo Bella – Ora il tema relativo alla sosta sarà riesaminato all’interno del Piano del traffico, siamo prossimi all’affidamento».
È l’epilogo dopo le polemiche che negli ultimi giorni hanno accompagnato quella che sarebbe dovuta essere la rivoluzione dei parcheggi a Como: la sperimentazione che riguarda la sosta breve a pagamento attorno alla città murata. Se da una parte resterà centrale il tema di agevolare una maggior rotazione delle auto nei parcheggi, dall’altra il Comune modificherà le ore di permanenza in uno stesso stallo. Tempo massimo di sosta due ore, la prima ipotesi di Palazzo Cernezzi che ora sarà modificata.
«Stiamo valutando la ripetibilità delle ore di sosta, ma non parcheggiando nello stesso stallo», dice l’assessore Bella durante l’audizione in Commissione consiliare seconda, spiegando che il Comune sta lavorando anche a dei sistemi per pagare il tempo effettivo di sosta.
Dalla Commissione presieduta da Patrizia Maesani è passata ieri anche la Ticosa, con una prima informativa da parte dell’assessore all’Urbanistica di Palazzo Cernezzi, Marco Butti, riguardo il progetto di housing sociale protocollato nei giorni scorsi da un gruppo di imprenditori tra i quali l’ex presidente camerale, Paolo De Santis.

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