Palazzo Cernezzi, staffetta Molteni-Marzorati. La vicenda si tinge di giallo

Non si sa perché le staffette non riescano mai bene. Sarà colpa del calcio? Mondiali del 1970 Rivera-Mazzola o del 1998 tra Baggio-Del Piero. Eppure quello tra Mario Molteni e Roberta Marzorati, candidato sindaco della Lista per Como e candidato consigliere con il maggior numero di preferenze (569) pareva un accordo granitico. Era stato lo stesso Molteni a proporlo. Due anni e sei mesi ciascuno. Il tempo ora è trascorso, ma le dimissioni di Molteni in consiglio non sono giunte.
Martedì sera si sono riuniti i rappresentati della Lista per Como e, come si evince da una lettera inviata a Roberta Marzorati (assente all’incontro) e alla stampa, Molteni ha presentato una lettera in cui venivano formalizzate le dimissioni.
Dimissioni però respinte a larga maggioranza dai 21 presenti. Ma come? «Il Gruppo – si legge nella lettera inviata alla pediatra – ti chiede di intervenire in risposta alle domande che ti sono state poste». Questo prima di valutare «i prossimi passi ed incarichi in base alle tue decisioni. Auspicando un tuo rinnovato impegno all’interno della lista» si legge ancora.
«Non capisco quali risposte chiedano – dice Roberta Marzorati – se vogliono sapere se resteremo all’opposizione in consigli comunale, ho già detto di sì. Io sono una persona di parola e rispetto i patti. Attendo ora che gli stessi accordi siano rispettati da tutti. In una lista civica come la nostra non devono esserci le logiche di un partito, ma se si dice qualcosa alla gente si devono mantenere le promesse. Altrimenti chi ci voterà più in futuro? Spero che la situazione si sblocchi subito, in caso contrario mi farò da parte per una questione di coerenza».

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