Palazzo Terragni gestito come il Colosseo

altLa conviviale – Il primo cittadino a tutto campo nell’incontro organizzato dal Rotary Club Como a Villa d’Este
Appello del sindaco Lucini ai privati: «È un patrimonio dell’umanità»

Tanti sogni nel cassetto di Palazzo Cernezzi, ma pochi i soldi per realizzarli. Il leit-motiv dell’estate è stato ripetuto dal sindaco di Como, Mario Lucini, anche l’altra sera alla conviviale organizzata dal Rotary Club Como a Villa d’Este. Il primo cittadino ha spiegato come intende muoversi per risolvere i problemi della città.
Il dibattito si è aperto con l’attualità e la tentata acquisizione della Casa del Fascio ad opera del Comune. Per il sindaco, si tratta di «inseguire un

sogno verificando nuovamente le condizioni per l’acquisto con il governo centrale».
«L’edificio è patrimonio di tutta l’umanità – ha detto Lucini – ma il Comune non lo potrà gestire da solo, serve l’aiuto dei privati». Como insomma potrebbe gestire il più importante edificio razionalista del mondo come fa Roma con il Colosseo.
E sulla grande mostra dedicata a Sant’Elia, il primo cittadino si è detto affascinato dal progetto triennale e ammette che l’unico errore è stato «aver fatto previsioni sul numero di visitatori».
Quindi un chiaro riferimento agli “Amici di Como” che hanno permesso la riapertura temporanea del lungolago da piazza Cavour fino ai Giardini a Lago. Riguardo alle paratie, il sindaco ha ricordato gli sforzi per «ricucire i rapporti con Sacaim e con Regione Lombardia».
La convenzione, già pronta, sulla quale il presidente Maroni avrebbe dovuto solo apporre la firma, è stata temporaneamente congelata perché, dopo il blitz della guardia di finanza sul cantiere, «la giunta regionale vuole vederci chiaro», ha spiegato il sindaco.
Alla domanda su come intende gestire l’area della Ticosa, il sindaco ha risposto che la bonifica è una «pesante ipoteca» per il Comune e che gli scavi (per ricercare sostanze nocive come l’amianto) proseguiranno ancora per molto tempo.
Lucini non si mostra ottimista neppure in materia di bilancio, tuttavia auspica di poter disporre almeno del 30% dei 9 milioni dell’Imu.
Ma è soprattutto il patto di stabilità che non consente ai Comuni di aprire il portafogli. «Se il Comune potesse incominciare a pagare i suoi debiti – ha sostenuto il sindaco – l’economia potrebbe tornare a girare». Per trovare le risorse necessarie a finanziarie qualche progetto, Palazzo Cernezzi ha provveduto a mettere in vendita i «gioielli di famiglia», gli immobili non strategici di proprietà del Comune, tra cui anche le due farmacie. In previsione di Expo 2015, Lucini sta incontrando le delegazioni dei Paesi stranieri per promuovere la ricezione turistica della città: questo sarà infatti l’unico modo per Como di farsi conoscere ai milioni di visitatori che verranno in Italia.
Sono stati toccati anche i temi dell’estensione della Ztl, dell’autosilo Val Mulini e della “Cittadella sanitaria” di via Napoleona. Argomenti in attesa di soluzioni che i politici potrebbero trovare se lavorassero «come giocatori, e non come tifosi avversari», ha chiosato Lucini. Al tavolo del sindaco, il presidente del Rotary, Armando Sommariva, e il direttore della “Provincia”, Diego Minonzio.

Giorgia Amarotti

Nella foto:
Mario Lucini

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