Palazzo Terragni: “Quella lettera è una presa in giro”

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La richiesta del Comune di acquisire Palazzo Terragni
Gaddi attacca Cavadini: «Iniziativa per coprire il flop della mostra»

(f.bar.) La strada è decisamente lunga. Il sogno di riappropriarsi di Palazzo Terragni è ancora molto lontano dal potersi trasformare in realtà. Lo stesso assessore alla Cultura, Luigi Cavadini, lo conferma indirettamente, specificando come la missiva spedita al governo sia un primissimo passo in questa direzione. Traducendo: di tempo ne dovrà scorrere molto. Nonostante ciò, da questo sentiero irto di ostacoli il Comune non ha alcuna intenzione di deviare.
Chi invece non si capacita di

una simile iniziativa è l’ex assessore alla Cultura, Sergio Gaddi (Pdl), oggi all’opposizione in consiglio comunale. «Mi sembra una vera presa in giro – afferma – È una proposta assolutamente inconcepibile sia per il contenuto che per i modi e i tempi. Innanzitutto è quantomeno dubbia la strategia dell’assessore Cavadini che sta cercando di deviare l’attenzione sulla Casa del Fascio a poche ore dalla chiusura della grande mostra di Villa Olmo su Sant’Elia, che verrà ricordata come il più colossale flop cittadino».
Ma le accuse sono ancora più pesanti. «A cosa dovrebbe servire una semplice letterina inviata al presidente del Consiglio e ai due ministri competenti? A nulla, ovviamente. Mi sembra un po’ poco – insiste Gaddi – È una mossa astuta pensata proprio per distogliere l’attenzione da quella che è la realtà. Ovvero l’incapacità più assoluta di organizzare anche una semplice mostra».
Lo stupore dell’ex assessore non si placa. «Come si può pensare di richiedere un simile intervento al governo senza presentare un progetto dettagliato e le relative cifre, ma solo inviando una banale missiva? Assurdo – aggiunge Gaddi – E dove si manda la guardia di finanza? Nessuno ci pensa? Mi sembra di essere davanti a puro dilettantismo».
Dubbioso anche il capogruppo della Lega Nord a Palazzo Cernezzi, Alberto Mascetti.
«L’importante è non perdersi dietro a idee irrealizzabili. Se la proposta del sindaco Lucini ha alle spalle un discorso già avviato con il governo e quindi si tratta solo di insistere per ottenere un qualcosa di cui si è già discusso, allora ben venga. Anche noi in passato inserimmo questa idea nel nostro programma elettorale – sottolinea Mascetti – Se però il tutto si limita a una semplice lettera, priva di progettualità, allora francamente il tempo potrebbe essere impiegato in maniera più costruttiva».

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