Cultura e spettacoli

Palchettisti, 250 anni per la città

altIniziative   Il 7 giugno il prestigioso traguardo sarà celebrato con un concerto in Sala Bianca e uno spettacolo in piazza Verdi
Compie 250 anni la Società dei Palchettisti del Sociale di Como (nella foto, la platea del più nobile teatro lariano, che l’anno scorso ha festeggiato due secoli di vita). Nata il 7 giugno del 1764 per volere di alcuni nobili comaschi, stanchi di doversi recare in carrozza fino a Milano per assistere a qualche spettacolo, la Società stabilì inizialmente la sua sede presso il Broletto, concesso dalla municipalità di Como per costruire un teatro in legno.

A inizio dell’800, lo spazio divenne sede dell’Archivio Storico e ai Palchettisti venne così concessa l’area del vecchio Castello Rusca, dove nel 1813 venne poi inaugurato il Teatro Sociale.
Due secoli e mezzo di storia ripercorsi dell’attuale presidente, Francesco Peronese, visibilmente orgoglioso di questo traguardo: «Il 7 giugno festeggeremo i 250 anni della Società dei Palchettisti con un concerto in Sala Bianca e uno spettacolo in piazza Verdi. Inoltre, abbiamo predisposto un piccolo volume che riproduce i documenti originali della nostra fondazione. Il futuro ci vedrà ancora impegnati nell’unicità di una gestione che manterrà intatti i suoi programmi e i suoi obiettivi. Nonostante le difficoltà del momento – ha aggiunto Peronese – restiamo ottimisti».
Bruno Corda, intervenuto ieri al Sociale in Sala Pasta per la presentazione delle celebrazioni, si è espresso da grande esperto dell’ambiente: «È un vero piacere essere presente – ha detto il prefetto – Sono stato revisore dei conti dell’Ente Lirico di Cagliari e so bene quale enorme lavoro muova l’economia di un teatro. Solo la buona volontà, anche finanziaria, può produrre una storia secolare come quella del Sociale di Como. I palchettisti sono dei benefattori organizzati e non mi meraviglia che questo teatro sia considerato al vertice, se non il più efficiente d’Italia, tra quelli delle sue dimensioni».
Luigi Cavadini, assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, si è unito ai complimenti: «Palchettisti e As.Li.Co. (la Società che gestisce programmazione e produzione del Sociale, ndr) stanno facendo un lavoro enorme. Bene ricordare la storia di un teatro che rappresenta l’eccellenza culturale della città. È un peccato non potere contribuire con maggiori risorse alle sue attività ma il Comune, che è anche palchettista, sarà sempre accanto al teatro».
Barbara Minghetti, presidente As.Li.Co., dopo le 200 candeline del suo teatro ha organizzato un evento per le 250 che dovranno spegnere, il 7 giugno, i proprietari del Sociale: «Sarà una bella serata di festa: più intima all’interno della Sala Bianca e poi molto scenografica in piazza Verdi, con musica e danza verticale per ricordare la storia del teatro prima della nascita del teatro. Quando mi capita di raccontare all’estero che la proprietà della struttura è ancora gestita da famiglie comasche, la gente rimane incredula. È l’unico caso di un palcoscenico ancora in mano a una società di palchettisti; c’erano anche Brescia, ma è stato ceduto al Comune che l’ha poi affidato a una fondazione, e Mantova che è stato invece chiuso. Noi vogliamo restare aperti alla città e alle esigenze del pubblico, cercando di offrire ogni giorno nuovi stimoli culturali».
Stimoli che arrivano anche da un teatro sempre più bello. «Ci rimangono solo dei piccoli interventi di manutenzione – ha concluso Peronese – nella Sala dello Zodiaco. Stiamo prendendo accordi con la Soprintendenza, ma contiamo di avviarli già il prossimo anno. Il futuro, come dimostra il caso del restauro di Villa Olmo, esiste solo in funzione di accordi sinergici tra pubblico e privato. La nostra esperienza e quella di As.Li.Co. sono sempre a disposizione del Comune, perché pensare a un recupero del Politeama con due gestioni teatrali diverse in una città così piccola sarebbe una follia». 

20 Mag 2014

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