Paliotti in scagliola, ecco il catalogo

Richerche

Marco Lazzati, ricercatore e storico della Valle Intelvi, sul suo sito www.lazzatim.net ha pubblicato il catalogo sistematico dei paliotti in scagliola presenti in Valle Intelvi. Il database è di fatto la tesi di laurea di Graziella Battista, discussa all’Università degli Studi dell’Insubria, sede di Como, nel 2012. Si tratta del primo ed unico censimento sistematico (mediante schede standardizzate corredate di foto) eseguito con criterio scientifico di tutti i 52 paliotti d’altare in scagliola

policroma intarsiata presenti in Valle Intelvi. Per ogni scagliola vengono riportati l’ubicazione esatta, le misure, lo stato di conservazione e di eventuale degrado (con indicazione delle probabili cause), nonché una dettagliata descrizione del disegno, con interpretazione dell’iconografia in base a testi accreditati, senza avventurosi tentativi di attribuzione delle opere, a volte presenti in lavori meno rigorosi. La scagliola (che prende il nome da un tipo di gesso che ne costituisce la principale materia prima) è una tecnica che serve a imitare sia il marmo in colonne e pannelli (scagliola marmorizzata), sia l’intarsio di marmo (scagliola policroma intarsiata, oggetto di questa tesi). Gli artisti intelvesi ne divennero presto maestri e diffusori, soprattutto alla fine del XVII secolo e in quello successivo: ricordiamo in particolare i Solari di Verna, Rapa di Ramponio, Molciani di Pellio, cui fecero eco i Pancaldi di Ascona (Lago Maggiore). Attualmente sono pochissimi gli scagliolisti ancora capaci di restaurare o produrre ex novo manufatti in scagliola secondo le antiche tecniche: tra essi c’è proprio Graziella Battista, l’autrice della tesi, che è anche pittrice, ospite nella nostra galleria “Lario ad Arte” sul sito www.corrieredicomo.it.

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