Palpeggiamenti a una 12enne. Condannato a 2 anni e 4 mesi

La sentenza pronunciata giovedì scorso
Le attenzioni morbose e i palpeggiamenti a una ragazzina di 12 anni sono costati a un 55enne dell’Olgiatese una condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Il giudice ha inoltre riconosciuto un risarcimento danni alla vittima e anche ai genitori della bambina.
I fatti risalgono al 2007 e la sentenza di condanna è stata pronunciata giovedì scorso dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Como Luciano Storaci. Il pubblico ministero Mariano Fadda aveva chiesto l’assoluzione

dell’imputato per insufficienza di prove.
La ragazzina era difesa dall’avvocato Barbara Mascarucci, assistita dai colleghi Savio Piotti e Laura Gento.
L’uomo condannato era un amico di famiglia di vecchia data dei genitori della vittima, residenti come lui nell’Olgiatese. Approfittando della fiducia della bambina, in due episodi il 50enne aveva prima costretto la piccola, allora 12enne, a toccarlo nelle parti intime e poi le aveva palpeggiato il seno. Gli episodi erano avvenuti a casa dell’imputato e nel parcheggio della palestra frequentata dalla giovanissima. I genitori della bambina hanno notato anomali cambiamenti nel comportamento della figlia e un forte disagio, soprattutto verso gli adulti.
Soltanto dopo un anno, però, la 12enne ha trovato il coraggio di raccontare nel dettaglio quanto accaduto. I coniugi hanno immediatamente denunciato l’amico di famiglia e da quel momento è scattato l’iter giudiziario che giovedì scorso è sfociato nel verdetto.
Il gip Luciano Storaci ha pronunciato una sentenza di condanna dell’uomo, oggi 55enne, che si è visto comminare una pena di 2 anni e 4 mesi di reclusione. Lo stesso giudice ha previsto inoltre un risarcimento danni per la vittima e, caso con pochi precedenti, anche per i genitori della ragazzina.
Alla bambina è stata riconosciuta una provvisionale immediatamente esecutiva di 12mila euro, cui si aggiungono 3mila euro ciascuno alla mamma e al papà della piccola. «Siamo sicuramente soddisfatti per la sentenza – commenta l’avvocato Barbara Mascarucci – Il giudice ha condannato l’imputato nonostante la richiesta di assoluzione ed è inoltre importante il riconoscimento del risarcimento alla vittima ma anche ai genitori. Si tratta di un provvedimento che ha pochi precedenti ed è davvero significativo».

Anna Campaniello

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