“Panettone sospeso” a Como, boom di donazioni. Al Banco Alimentare la crisi non ferma la solidarietà

Panettone

In un panorama economico sempre più preoccupante c’è una buona notizia. Pasticceri, panificatori e ristoratori comaschi hanno dimostrato grande generosità durante le festività natalizie: il Banco Alimentare della Lombardia a Como, attraverso il programma Siticibo, ha infatti registrato un grande incremento tra i donatori di alimenti.
La generosità è stata dimostrata in due iniziative legate al “dono sospeso”, mutuato dall’usanza italiana, e specificamente napoletana, di lasciare pagato al bar un caffè per chi non può permetterselo.
È partita così la proposta del “Panettone sospeso”, patrocinata da Confcommercio Como, alla quale hanno aderito alcune pasticcerie artigianali che hanno invitato ogni cliente che acquistava presso di loro un dolce natalizio ad acquistarne un secondo da donare al Banco Alimentare della Lombardia, affinché fosse poi distribuito alle strutture caritative che, sul territorio, sostengono le persone e le famiglie più fragili. Per ogni panettone in più acquistato, la pasticceria stessa ne ha messo a disposizione un secondo, raddoppiando così il gesto solidale. Sono stati 120 i dolci prelevati dai furgoncini di Siticibo e ridistribuiti alla vigilia di Natale a realtà come le Conferenze Vincenziane di alcune parrocchie.
Capriccio di Como si è poi fatta promotrice del “Piattino sospeso”. Con la stessa modalità del panettone, chi acquista un pasto da asporto si vede proporre la possibilità di offrire un primo piatto a una persona bisognosa. Le porzioni, confezionate in atmosfera modificata e pronte da riscaldare, vengono poi prelevate e consegnate dai volontari di Siticibo.
«La catena solidale del dono sospeso di cibo, nella zona di Como era iniziata già durante il primo lockdown di primavera con l’hamburger sospeso» ricorda Marco Magnelli direttore Banco Alimentare della Lombardia. Lanciata dalla Macelleria Vergani, l’idea benefica contagiosa sta sfiorando quota 3mila hamburger donati.

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