Pantaleo Cretì espone a Milano

scultura di Pantaleo Cretì dedicata ai migranti

In scena dipinti e sculture del maestro lariano

Un mondo fatto di vescovi giocolieri o musoni, Don Chisciotte a bordo di smilzi Ronzinanti, Pinocchi dinoccolati in altalena e poi tanti cavalli e cani.
È il mondo fantastico immaginato e realizzato in tanti anni di ricerca dal pittore e scultore comasco Pantaleo Cretì. Un serraglio di figure al tempo stesso capaci di esprimere rabbia e tenerezza, il suo, scandalo e rassegnazione ma in continua metamorfosi.
Cretì, nel segno di un espressionismo energico e primitivo, volto a cantare il dramma esistenziale di un tempo di carestie e migrazioni, torna a esporre a Milano con un gruppo di opere tutte dedicate a Miguel De Cervantes e al suo Don Chisciotte che l’artista comasco rappresenta dinoccolato e assorto nei suoi nuovi lavori.
La sua nuova personale è in uno spazio polifunzionale che ospita, in tempi normali, anche eventi culturali e letterari, la galleria “Arte Milano Incontri” ii via Sant’Orsola 12 a Milano (tel. 02.86.99.52.37).
La mostra del maestro comasco rimarrà aperta per un paio di mesi. «Solo attraverso la materia e la modellazione riesco a dare vita ai miei pensieri più reconditi» dice l’artista che ha appena aggiornato il suo sito Internet all’indirizzo www.pantaleocreti.it. «Il personaggio di Don Chisciotte – aggiunge – secondo me bene si presta a interpretare il periodo storico difficile e complicato in cui viviamo, un momento in cui tanti parlano, non sempre con competenza, e molti sono quelli che sono indotti a buttarsi e a lottare contro i mulini a vento. Speriamo che tutti rinsaviscano in fretta e si possa trovare una via di uscita da questa pandemia che ha dato un duro colpo anche alla cultura e all’arte».

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