Paolo Albano progetta un palasport in Congo

Creativi da esportazione
La struttura di Lubumbashi ha come sponsor l’asso del basket Biyombo
Un palazzetto dello sport dedicato al basket e agli sport affini a Lubumbashi, nella Repubblica Democratica del Congo. È il Palakat, che secondo i disegni dei promotori dovrà far decollare lo sport congolese. Lo ha progettato l’architetto 40enne comasco Paolo Albano. Per ora sono state avviate le trattative per i finanziamenti e non si esclude il possibile coinvolgimento di un marchio multinazionale.
Il patron di questa iniziativa africana “made in Lario” è il cestista Bismack Biyombo, nato proprio a Lubumbashi e considerato un talento nel basket. Ad appena 19 anni, con i suoi 2,06 metri d’altezza, è arrivato in Nba scelto da Michael Jordan – il più grande cestista della storia – per rilanciare i Charlotte Bobcats della Carolina del Nord, squadra di cui è proprietario dal 2010.
A Charlotte, Biyombo è già un idolo e la campagna abbonamenti è tutta costruita su di lui. In Congo mancano totalmente tali strutture e così si spreca un immenso patrimonio sportivo. Questo è il motivo per cui ora si punta su un palazzetto tutto nuovo, che potrebbe aiutare il Paese a maturare una coscienza delle proprie potenzialità sportive a livello internazionale.
«Sarà un palazzetto polifunzionale – spiega Albano – dove si potrà anche organizzare partite di pallamano e pallavolo. Ospiterà 2mila persone e sarà una struttura sostenibile con pannelli fotovoltaici, quindi autonoma dal punto di vista energetico. Sarà, inoltre, una struttura modulare e prefabbricata, progettata e pensata per il luogo e anche per creare lavoro con l’indotto. Il costo si aggira attorno ai 2 milioni di euro, una cifra piuttosto realistica dato che si tratta di una delle zone del Congo meno arretrate, considerando che nella stessa città sta sorgendo uno stadio da 20mila posti».
Quando si potrà iniziare a giocare nel Palakat? «Dipende dalla raccolta fondi – spiega l’architetto – ma lo si potrà costruire in sei mesi: diciamo dal 2013. Va detto che in Congo i tempi amministrativi e tecnici sono molto più snelli che da noi: appena hai i finanziamenti si parte con la realizzazione».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Un’immagine del palazzetto congolese come appare nel progetto firmato dall’architetto comasco Paolo Albano

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