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Calcio, Paolo Sammarco sogna l’America

Calcio – Il giocatore di Sagnino nell’ultima stagione ha militato nel Chievo. Non gli dispiacerebbe un’esperienza all’estero, inclusi gli Stati Uniti
In attesa di sapere che cosa farà Gianluca Zambrotta, che ha appena annunciato il suo addio al Milan, Paolo Sammarco, che nell’ultima stagione ha militato nel Chievo, rischia di rimanere l’unico giocatore comasco doc nella serie A 2012-2013 (sempre che non vada all’estero). Il centrocampista di Sagnino, classe 1983, si racconta alla fine di una stagione nel complesso positiva per lui e per i gialloblù.
«Direi che è stato un anno positivo – sostiene Paolo – culminato con la salvezza,
che era il nostro obiettivo. All’inizio abbiamo un po’ faticato a trovare l’assetto giusto, ma poi siamo migliorati progressivamente e non abbiamo mai realmente rischiato di finire nelle parti basse della classifica».
Il momento più bello quale è stato?
«Sicuramente è stata indimenticabile la settimana in cui è nato mio figlio Niccolò, poi in Coppa Italia ho segnato nella partita contro l’Udinese e in campionato al Palermo. In entrambi i casi sono state reti decisive».
Come è la serie A vista da una cosiddetta “provinciale” come il Chievo?
«È quella che si sa: con le partite con le grandi in cui hai tutti contro, tifosi, arbitro, mass media. Ma ci rimane la soddisfazione di aver dato fastidio a questi club: è bello che nel nostro campionato ci siano realtà come la nostra».
Qualche domanda a raffica sull’ultima stagione. L’avversario che ha stimato maggiormente?
«Totò Di Natale, il bomber dell’Udinese».
L’avversario più arcigno?
«Quelli delle grandi li conoscono tutti: voglio citare Giulio Migliaccio del Palermo».
Un suo compagno di squadra che, se fosse in un club importante, avrebbe molta più visibilità?
«Francesco Acerbi».
E il futuro cosa riserva a Paolo Sammarco?
«Per ora non lo so – spiega il giocatore comasco – Sono a Verona in prestito dalla Sampdoria con diritto di riscatto per il Chievo. Ma, con il mercato che chiude a fine agosto, i tempi si sono dilatati e quindi potrei sapere qualcosa fra qualche mese».
Ma un’esperienza all’estero non le piacerebbe?
«Sicuramente. Qualche anno fa c’era stato un contatto con i Glasgow Rangers, ma poi non se ne è fatto nulla. Io sarei anche pronto a giocare in un altro campionato, magari in Inghilterra, Germania o Spagna».
Al Chievo, tra l’altro, c’è lo statunitense Bradley: ultimamente c’è chi ha scelto proprio gli Usa per andare a giocare.
«È un’esperienza che mi piacerebbe fare – ammette Sammarco – Gliene ho parlato, visto che lui, ovviamente, qualche conoscenza ce l’ha. Un giorno potrei affrontarla».
Intanto la sua stagione non è ancora finita…
«Fino al 25 maggio continuo ad allenarmi con il Chievo: siamo ancora tutti qui, visto che ci sono in programma eventi e feste. Poi ci saranno le vacanze: per quest’anno ho scelto la Sicilia, dove peraltro andrò con alcuni compagni di squadra».
Lei è cresciuto nel Milan, anche se ora è di proprietà della Sampdoria. Con il club rossonero è rimasto in contatto?
«No. L’unica cosa che mi lega al Milan è il fatto che io rimango un tifoso».
E il Como, la squadra della sua città, lo segue?
«Assolutamente sì. Questa stagione a un certo punto ho sperato anche nella promozione, dopo la buona partenza che c’è stata. Ma alla fine, per come sono andate le cose, va bene la conquista della salvezza».
Al Como, speriamo un giorno in serie A, verrebbe a giocare?
«Perché no? Tengo a dire che dieci anni fa giocavo il sabato con la Primavera del Milan e la domenica venivo allo stadio a tifare per gli azzurri. Speriamo ci sia la possibilità di vestire un giorno anche la maglia della squadra della mia città».
Adesso, però, lei è veronese a tutti gli effetti.
«Ho sposato una ragazza di Verona e lì ho preso casa – spiega Paolo – Ma sul Lario ci sono i miei familiari e gli amici. Comunque la distanza non è molta e torno spesso».
A proposito di Como. Con l’addio di Gianluca Zambrotta lei rischia di rimanere l’unico lariano doc in A.
«Intanto spero che qualcuno arrivi dalle categorie inferiori. Per quanto riguarda Gianluca è un grande campione con una carriera che tutti possono vedere: in questo momento può permettersi di scegliere la soluzione migliore non tanto nel calcio, ma per la sua vita».
Vi conoscete di persona?
«A dire il vero no. Ci siamo affrontati spesso in campo. Anzi, proprio quest’anno sono stato ammonito, durante la partita con il Milan, proprio per un fallaccio che ho commesso su di lui…».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Paolo Sammarco ospite di Chievoverona.tv. Il giocatore è nato a Como nel 1983
16 Mag 2012

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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