Cronaca

Paratie: 8 anni e 30 milioni per panconi a mano e gonfiabili

alt

Del progetto ipertecnologico per la difesa dal lago potrebbe restare poco o nulla

In principio fu un sofisticatissimo sistema di paratie automatizzate, azionate pigiando un bottone da una centrale di controllo e capaci di innalzarsi in pochi minuti per bloccare eventuali esondazioni del Lario in città. Di quel principio, però, ora rischia di restare poco o nulla, tra innumerevoli modifiche progettuali e una riduzione costante del contenuto tecnologico delle paratie vere e proprie. E se così fosse – ipotesi oggi tutt’altro che escludibile – sarebbe davvero difficile capacitarsi

di come quello che viene definito “il piccolo Mose”, a conti fatti, possa essere già durato 6 anni (con la prospettiva di altri 2) e possa essere costato oltre 30 milioni di euro complessivi.
Ma per capire meglio l’incredibile impoverimento tecnico dell’opera è opportuno fare un salto indietro. All’8 gennaio 2008, per la precisione. Cioè al primo colpo di piccone per il cantiere. Ancora quel giorno, e almeno fino al termine dello scandalo per il muro sul lungolago, le paratie erano un sistema automatico e “a ventola”. In pratica, lungo entrambi i “rami” del nuovo lungolago sarebbero state collocate le barriere in acciaio, invisibili in tempi normali ma pronte a innalzarsi automaticamente allo schiacciare di un pulsante ogni qualvolta il lago avesse minacciato Como. Per piazza Cavour, invece, il sistema di difesa prevedeva un’unica paratia immersa nel lago capace di salire automaticamente lungo apposite guide, con un effetto anche decisamente spettacolare e sempre grazie al potere dell’elettronica.
Che fine ha fatto tutto questo? Cancellato di sicuro all’80%, forse al 100%. Il pasticcio del muro – che, di fatto, era costituito dalle enormi fioriere poste al centro della nuova passeggiate e nel cui mezzo dovevano innalzarsi le paratie – ha cancellato di netto il sistema “a ventola” per lasciare spazio all’incredibile trovata comunale dei 750 panconi in alluminio da montare uno sull’altro a mano sui due lati della passeggiata in caso di esondazione.
Ora, infine, si apprende che al posto dell’ultimo rimasuglio tecnologico finora non azzerato – la grande paratia centrale davanti a piazza Cavour – i tecnici comunali, entro metà mese, andranno in Svizzera perché seriamente interessati al sistema di paratie gonfiabili che sarà forse adottato su alcuni laghi elvetici. Addirittura, se mai la soluzione dovesse rivelarsi davvero convincente, potrebbe essere estesa anche lungo il versante che da piazza Cavour arriva fino a piazza Matteotti.
Se così fosse, nel 2016, dopo 8 anni di cantiere, dopo il calvario del muro e con oltre 30 milioni di fondi pubblici spesi, Como sarebbe difesa da una sorta di Lego da montare a mano e da una serie di enormi gommoni ad aria.
E non è uno scherzo.

Emanuele Caso

Nella foto:
Un prototipo delle paratie gonfiabili che ora sembrano interessare molto il Comune
2 Novembre 2013

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto