Paratie a peso d’oro in caso di esondazione

Lungolago 1Modifica, seppure radicale, dei vecchi disegni o nuovo progetto? E quali i tempi di avvio del cantiere? Le due grandi questioni irrisolte dei lavori senza fine delle paratie sono rimaste, lunedì sera, prive di risposta.
Il consiglio comunale aperto ai tecnici e trasmesso in diretta televisiva non ha dissipato i maggiori dubbi ma è riuscito invece a consegnare alla città e ai suoi abitanti nuovi motivi di riflessione preoccupata: le operazioni di montaggio (e smontaggio) manuale di tutte le barriere antiesondazione potranno costare fino a 50mila euro alla volta. Non solo: la manutenzione degli stessi panconi comporterà una spesa di circa 40mila euro, motivo per cui dai tecnici del municipio è giunto il suggerimento di procedere con la verifica ogni due anni. Tempi incerti pure per la ripresa dei lavori. Maggio, forse.
Ciò detto, il consiglio è vissuto soprattutto sul botta e risposta a distanza tra il sindaco Mario Lucini e i capigruppo di opposizione. Il primo cittadino, che dai banchi della minoranza aveva in passato martellato di continuo la giunta proprio sul tema paratie, ha ricordato come il cantiere infinito avrebbe dovuto concludersi nell’inverno del 2010, molto prima cioè del voto che ha portato il centrosinistra alla guida della città. «La mia giunta non avrebbe nemmeno dovuto occuparsene, ci è solo capitata la ventura di doverlo fare e lo stiamo facendo con la massima cura e con serietà», ha ripetuto il sindaco.
Traduzione facile: ogni colpa di ritardi, maggiori costi e situazioni spiacevoli va ricondotta a chi volle le paratie, ovvero i governi cittadini del centrodestra. Immaginando poi le obiezioni dei suoi avversari – peraltro giunte puntualmente durante la discussione – Lucini ha motivato la revisione del progetto con i dati, invero assai preoccupanti, della subsidenza di piazza Cavour, “scivolata” in pochi anni di ben 4 centimetri.
A Lucini, come detto, hanno replicato i capigruppo di opposizione.
Il più tagliente, nello stile così come nelle affermazioni, è stato sicuramente l’ex assessore Sergio Gaddi (Forza Italia), il quale ha ribadito «l’errore di aver fermato il cantiere». Gaddi ha anche parlato di un «consiglio comunale farsa» e non ha risparmiato bordate nemmeno ai tecnici invitati dal Comune.
Particolarmente acceso l’intervento di Alessandro Rapinese (Adesso Como), che ha contestato la scelta dei panconi rigidi ricordando come altrove – Lugano e Arona – siano state invece preferite strutture gonfiabili.

Dario Campione

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