Paratie-atenei, mistero su costi e incarichi

Per gli studi sul pericolo di danni agli edifici non esistono documenti ufficiali del Comune
Spunta un ennesimo giallo nella sempre più intricata vicenda delle paratie. Questa volta, a sollevarlo, è un consigliere comunale di opposizione, Enrico Cenetiempo (Pdl).
Il quale, giovedì scorso, ha presentato una formale richiesta di accesso agli atti che sembra stia creando qualche grattacapo agli uffici comunali.
La richiesta depositata dal consigliere, infatti, chiede sostanzialmente due cose. Ed entrambe vanno nell’ottica di avere finalmente disponibile tutto il materiale possibile sugli studi eseguiti da Università dell’Insubria e Politecnico di Como sul rischio di cedimenti degli edifici vicini al cantiere sul lungolago.
È lo stesso Cenetiempo – autore anche di una dichiarazione specifica nell’ultimo consiglio comunale – a spiegare la richiesta di accesso agli atti. «Come ho detto anche in aula – afferma il consigliere del Pdl – ho trovato sinceramente esagerato l’allarmismo diffuso in questi giorni sul cantiere delle paratie e soprattutto sui potenziali rischi per gli edifici della zona». Nonostante questo, Cenetiempo sottolinea che «quando si sentono e si leggono certe affermazioni, le preoccupazioni nascono comunque». Ed ecco, dunque, la volontà di leggere direttamente gli studi messi a punto da Università dell’Insubria e Politecnico. Ma non soltanto.
«Ho chiesto anche di poter consultare i documenti che testimoniano ufficialmente l’affidamento degli incarichi agli atenei, o le convenzioni in essere – sottolinea l’esponente del Pdl – Vorrei anche conoscere nel dettaglio la previsione di spesa e la copertura per gli incarichi».
E qui, almeno stando alle informazioni raccolte ieri, il discorso si farebbe più complicato. Perché di specifiche delibere approvate dalla giunta in questo senso, o di determinazioni assunte dai dirigenti competenti, non vi sarebbe ancora traccia. Aspetto curioso, questo, poiché gli studi sono già stati sostanzialmente compilati e ne sono già divenute pubbliche parti molto importanti come quelle relative ai rischi per i palazzi. La conclusione di Cenetiempo: «Mi limito a dire che lasciar filtrare un allarme pesante come il rischio che un cantiere possa danneggiare gli edifici, e poi non avere nemmeno i documenti ufficiali con cui quegli studi sono stati richiesti, è una vera grossa leggerezza. Senza contare che nessuno sa ancora i costi delle consulenze».
Nel tardo pomeriggio di ieri, sulla questione è intervenuto direttamente il sindaco, Mario Lucini. Il quale non ha potuto che confermare, in gran parte, il quadro tratteggiato dal consigliere di opposizione. «È vero che non sono ancora disponibili i documenti ufficiali degli incarichi alle due università – afferma – Ma esiste una lettera di intenti con la quale le due università si impegnavano a collaborare con il Comune per studiare il cantiere delle paratie». Un po’ poco, forse, per due studi che potrebbero incidere pesantemente sul futuro del cantiere e, forse, sul futuro stesso della città. Ma Lucini ribatte. «I documenti ufficiali di incarico saranno pronti presto». Resta il mistero, però, su quanto siano costate – o meglio, quanto costeranno – le consulenze universitarie. «Ci eravamo messi d’accordo sulla copertura delle loro spese vive – conclude Lucini – Ma ora rivedremo anche questo aspetto». La sensazione di un mezzo pasticcio, sebbene forse soltanto formale, rimane comunque forte.

Emanuele Caso

Nella foto:
Le vibrazioni prodotte dal cantiere hanno determinato sconnessioni sul lungolago (Mv)

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