Paratie, Beccalossi: «Altri fondi? Lucini chieda conto a Maroni»

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L’assessore interviene sul milione e 800mila euro per completare l’opera
Vira dal giallo al nero il caso del milione e 800mila euro necessari per completare le paratie di Como. Giovedì era scoppiata una polemica a distanza tra il sindaco Mario Lucini e i consiglieri regionali Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) e Alessandro Fermi (Forza Italia). Dotti, in particolare, aveva accusato Lucini di aver promesso fondi mai stanziati dalla Regione.
«Non vi è traccia del milione e 800mila euro in alcuna delibera di giunta». Secondo il sindaco di Como, invece, quei fondi

promessi da Maroni sarebbero inseriti in un decreto del 27 ottobre scorso. A gettare un’ombra nera sullo stanziamento è però ora l’assessore regionale al Territorio Viviana Beccalossi.
«Se Lucini dice che Maroni ha promesso 1 milione e 800mila euro, allora chieda quei soldi a Maroni, perché non ve n’è traccia» taglia corto l’assessore regionale.
Alla Beccalossi non sono poi piaciute le dichiarazioni del sindaco sui tempi lunghi della Regione per esaminare gli incartamenti della perizia di variante. «Non fatemi fare polemica con il sindaco di Como. Non è il momento di litigare, c’è tanto lavoro da fare – dice Viviana Beccalossi – Loro hanno tenuto le carte ferme un anno e non penso che ora si possano lamentare se per esaminarle serve qualche settimana in più. Non si tratta di un cantiere normale, questo lo comprende anche un bambino. Si è mossa la Corte dei Conti sulle paratie di Como, dobbiamo verificare che tutto sia in ordine prima di licenziare la perizia di variante» dice ancora l’assessore.
Tempi a parte, la situazione si annuncia più complicata del previsto. Difficile infatti che dopo i recenti dissesti idrogeologici, la Regione possa destinare un milione e 800mila euro solo per il progetto del capoluogo comasco. Anche perché l’ultima alluvione solo in città è costata due milioni e 450mila euro.
Questa almeno la stima dei danni provocati a Como dall’ondata di maltempo che dall’11 al 17 novembre ha colpito la Lombardia, il Piemonte e la Liguria. I tecnici del Comune di Como hanno trasmesso in Regione l’elenco dei danni, pubblici e privati, per dissesto idrogeologico e allagamenti.
La valutazione è stata predisposta sulla base dei metri quadri e delle superfici interessate e degli interventi previsti. «Si tratta di una stima – spiega l’ingegnere Pietro Gilardoni, dirigente del settore Reti di Palazzo Cernezzi – Siamo di fatto ancora in emergenza e per molte situazioni bisogna ancora capire quali lavori realizzare».
La richiesta dell’elenco dei danni è stata formulata a tutti gli enti locali dalla Regione che ha già presentato, nei giorni scorsi, alla presidenza del Consiglio dei Ministri un’istanza di deliberazione dello stato di emergenza.
«Mi auguro che la promessa di svincolare dal patto di stabilità gli interventi di messa in sicurezza del territorio sia presto trasformata in realtà» commenta in una nota il sindaco di Como Mario Lucini.

Paolo Annoni

Nella foto:
Da sinistra, l’assessore regionale al Territorio, Viviana Beccalossi, il presidente della Regione, Roberto Maroni e il sindaco di Como, Mario Lucini (Fkd)

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