Paratie, due sindaci vanno a processo.  Rinvio a giudizio per Lucini e Bruni
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Paratie, due sindaci vanno a processo. Rinvio a giudizio per Lucini e Bruni

Processo per il sindaco Mario Lucini, il predecessore Stefano Bruni e altri sei degli indagati nella cosiddetta inchiesta-bis legata alla vicenda delle paratie, rinviati a giudizio ieri dal gip. Udienza fissata per il prossimo 17 maggio, quando il fascicolo potrebbe essere unificato al primo procedimento già in atto sul cantiere del lungolago e altre opere pubbliche.
Il gip Carlo Cecchetti si è pronunciato attorno alle 19 di ieri, dopo un’udienza preliminare che si è protratta per l’intera giornata. Le persone rinviate a giudizio, oltre ai due sindaci sono Maria Antonietta Marciano, Virgilio Anselmo, Graziano Maggio, Antonio Ferro, Pietro Gilardoni, e Antonio Viola. Gloria Bianchi ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato, udienza fissata per settembre. Ha sollevato una questione legata all’omessa notifica – e la sua posizione è stata quindi stralciata – invece Antonella Petrocelli.
La prima udienza del processo per la cosiddetta inchiesta-bis è fissata dunque per il 17 maggio. Il dibattimento per la prima inchiesta, già in corso, dovrebbe proseguire il prossimo 11 maggio. È possibile però uno slittamento al 17 per la probabile unificazione dei due filoni, entrambi coordinati dal sostituto procuratore Pasquale Addesso.
In questo secondo fascicolo legato a presunte irregolarità nella gestione del cantiere delle paratie, le ipotesi di reato sono molteplici e riguardano diverse fasi dei lavori infiniti del lungolago. Nel mirino della Procura sono finiti in particolare il procedimento di approvazione della terza variante, quella votata dalla giunta di Mario Lucini, ma anche presunti reati paesaggistici ed edilizi che fanno riferimento invece all’ex sindaco Stefano Bruni.
Quattro persone sono coinvolte in entrambi i capitoli dell’inchiesta, ovvero i dirigenti di Palazzo Cernezzi Antonio Ferro, Pietro Gilardoni, Antonella Petrocelli e Antonio Viola.
Il Comune di Como dovrà decidere ora se costituirsi parte civile. Se lo facesse, come peraltro già avvenuto nell’ambito della prima inchiesta, sarebbe contro lo stesso sindaco. «Come già deciso in una riunione di giunta precedente all’esito dell’udienza preliminare – ha detto ieri sera l’assessore alla Legalità di Palazzo Cernezzi Marcello Iantorno – la giunta si riunirà a breve sul tema e assumerà la decisione sulla costituzione di parte civile, che può avvenire fino al giorno dell’avvio del dibattimento e quindi entro il prossimo 17 maggio».
Anna Campaniello

21 aprile 2017

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