Paratie, Gaddi lancia l’allarme «Potrebbero costare altri 10 milioni»

alt Il cantiere infinito
Lucini: per la ripresa dei lavori si dovrà attendere ottobre
«Il blocco del cantiere delle paratie, che prosegue da oltre due anni, era davvero necessario? Perché il sindaco ha fermato il progetto del 2012 e ha deciso di cambiarlo. Era veramente indispensabile? Esiste davvero il rischio di danni ai palazzi vicini all’area dei lavori?».
Il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Como, Sergio Gaddi, va all’attacco sull’annosa questione del cantiere infinito delle paratie dopo aver saputo che Pietro Gilardoni, attuale direttore dei lavori per conto del Comune, in passato aveva lavorato come consulente per Sacaim, l’azienda che ha vinto l’appalto per la realizzazione dell’opera.

 

«Gilardoni si era occupato proprio delle verifiche sui palazzi del lungolago – dice Gaddi – Ora, non sono interessato al rapporto tra il professionista e l’amministrazione quanto ai risvolti politici e concreti della vicenda. Il sindaco ha bloccato il vecchio progetto proprio parlando di possibili danni agli edifici della zona. È davvero così? Nella gestione di questa vicenda, e non solo di questa, c’è un clamoroso problema di trasparenza».
Il consigliere di Forza Italia, già assessore alla Cultura nella giunta di Stefano Bruni, ha presentato due interrogazioni al sindaco Mario Lucini e un ordine del giorno con l’obiettivo di riportare in aula la questione. «Davvero la perizia del 2012, approvata da tutti gli enti coinvolti e pronta per essere realizzata, aveva bisogno di essere modificata? – chiede Gaddi – Quali sono i motivi reali che hanno spinto Lucini a bloccare il cantiere?».
Il ritardo del cantiere, a detta di Sergio Gaddi, costa circa 10mila euro al giorno.
«I costi dell’opera potrebbero lievitare di ulteriori 10 milioni di euro a causa di questo stop – attacca il capogruppo di Forza Italia – Tra l’altro, ho chiesto anche al sindaco se, ad oggi, esista qualche privato che ha posto la questione dello sprofondamento e dei danni ai palazzi. Perché, se così non fosse, mi chiedo se davvero esista il problema e se davvero il progetto dovesse essere modificato».
All’affondo di Gaddi replica direttamente il sindaco di Como, Mario Lucini. Il primo cittadino ribadisce che, sulla perizia del 2012, l’azienda incaricata di effettuare i lavori aveva espresso forti perplessità. «Quello del 2012 – dice il primo cittadino – era un progetto tutt’altro che pronto. Su quella variante pendevano due milioni di riserve da parte di Sacaim circa la nuova vasca, e addirittura l’azienda ha detto che avrebbe eseguito i lavori solo se costretta, declinando ogni responsabilità per eventuali danni ai palazzi».
L’attuale sindaco del capoluogo aveva poi affidato ai tecnici delle università un’indagine per verificare l’eventuale rischio di danni ai palazzi del lungolago. «Nel 2012, gli esperti delle università comasche – aggiunge Lucini – avevano confermato movimenti verticali significativi. Ulteriori analisi sul sedime sul quale poggerebbero le vasche avevano invitato a maggiori cautele. Per questi motivi, il progetto del 2012 non era affatto automaticamente eseguibile».
Sul fronte dei tempi di ripresa dei lavori, inizialmente annunciata per l’inizio del mese di settembre, il sindaco Mario Lucini conferma uno slittamento, come già ipotizzato nei mesi scorsi. Il rinvio comunque, salvo ulteriori intoppi, dovrebbe essere contenuto.
«Ricominciare i lavori all’inizio di settembre non è più pensabile in questo momento – ammette Mario Lucini – Un obiettivo perseguibile a questo punto è invece ripartire tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. A questo adesso stiamo puntando».

Anna Campaniello

Nella foto:
Le fessurazioni tra i gradini che documentano il cedimento della scalinata di fronte alla passeggiata a lago (Mv)

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