Paratie, il cantiere potrebbe passare tutto alla Regione

alt Gli interventi sul lungolago
Il Pirellone starebbe valutando di gestire in prima persona i lavori fino alla fine

In termini (volutamente) eccessivi, si potrebbe parlare di un ipotetico “esproprio”.
La realtà è un po’ diversa, naturalmente, ma di sicuro la possibilità che la Regione Lombardia possa avocare a sé tutta la gestione pratica ed economica del tormentato cantiere delle paratie non è fantascienza.
Sul perché sia maturato questo scenario, le motivazioni sono essenzialmente due. La prima riguarda i tempi inaspettatamente lunghi dell’approvazione da parte della giunta regionale della

convenzione con Palazzo Cernezzi che stanzia i 5 milioni per completare le opere. Di slittamento in slittamento – ora si guarda alla prossima riunione dell’esecutivo – il tempo passa, e Sacaim, l’azienda veneta, diventa sempre meno malleabile. Anche perché l’impresa attende dal Comune di Como i 2,8 milioni dell’accordo bonario. Soldi che soltanto la Regione ha a disposizione, ma che Milano – appunto – non ha ancora messo a disposizione del Comune.
Il problema è che mentre Palazzo Cernezzi attende i 5 milioni dalla Regione proprio per pagare Sacaim, il Pirellone sta vagliando attentamente il rischio che una simile mossa possa procurare altri guai con la Corte dei Conti (che già ha avviato due distinte indagini sul cantiere di Como). I dubbi sulla regolarità di un finanziamento regionale poi usato dal Comune per saldare un contenzioso con un privato non sono pochi. E, almeno in parte, bloccano l’approvazione da parte della giunta regionale della già citata convenzione.
In questo quadro, quindi, la tentazione del Pirellone sarebbe di evitare altri “equivoci” passaggi di denaro sull’asse Milano-Como e, al contempo, gestire con i propri tecnici (o al limite con un affidamento alla controllata Infrastrutture Lombarde) l’esecuzione materiale dei prossimi lavori sul lungolago. In questo modo, il Comune sarebbe quindi esonerato dal cantiere, ma al contempo non avrebbe che da attendere il taglio del nastro previsto tra un paio d’anni. Dal canto suo, però, il vicepresidente della Regione e assessore al Territorio, Viviana Beccalossi, getta acqua sul fuoco.
«Parlo con il sindaco di Como una volta la settimana e spesso con il presidente Maroni – ha detto – non abbiamo affrontato la questione di una gestione interamente regionale del cantiere, per ora non cambia nulla».

Nella foto:
Il futuro del cantiere per le paratie antiesondazione è ancora piuttosto nebuloso

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