Paratie, il nuovo progetto (forse) è pronto. L’assessore regionale convoca un vertice

Como cantiere paratie

Il progetto c’è ma nessuno, sino a questo momento, ha potuto dargli un’occhiata. È concluso ma tuttora incompleto, visto che si trova «nelle ultime fasi di verifica e validazione». Bisogna perciò aspettare ancora qualche giorno. Avere pazienza.
La ripresa dei lavori nel cantiere infinito delle paratie di Como slitta ancora. Il termine di fine febbraio 2019 per la pubblicazione del bando di gara, indicato dalla Regione dopo la conclusione della conferenza dei servizi (a metà dello scorso mese di gennaio), è ormai abbondantemente superato.
Il Corriere di Como ha chiesto all’assessore alla Montagna e agli Enti locali Massimo Sertori i motivi di questo ritardo. E una prima risposta è arrivata da un diretto collaboratore dello stesso Sertori. «Sono giorni che Infrastrutture Lombarde ci ha detto che il progetto esecutivo è concluso ed è nelle ultime fasi di verifica e validazione. Ciò nonostante il progetto, con tutti i suoi elaborati definiti, non è stato ancora fatto visionare all’assessore». Sertori ha quindi «fissato per questa settimana l’incontro con i funzionari della Regione e i tecnici di Infrastrutture Lombarde per riuscire a prenderne visione».
A questo punto la domanda è: manca ancora qualcosa o si tratta di un semplice ritardo tecnico? C’è chi sostiene che il rinvio dell’ufficializzazione del progetto esecutivo sia legato alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza del processo paratie. I giudici dovrebbero depositare il testo entro il 19 aprile.
La Regione teme che la sentenza possa contenere prescrizioni significative – ad esempio l’abbattimento di alcune parti di manufatti – e quindi aspetta di leggere il dispositivo per eventualmente calibrare nuovi interventi. In realtà, se anche così fosse, le cose non cambierebbero molto. La sentenza sarà sicuramente appellata e la sua efficacia sospesa. E la Regione non potrebbe certo aspettare il verdetto definitivo, poiché passerebbero anni.
Per Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Partito Democratico, «tutta la vicenda è una farsa, una nuova presa in giro. Con tabelle di marcia non rispettate e promesse non mantenute. È stata la stessa Regione a dettare i tempi, come spiegano il ritardo?».
Forse, aggiunge Orsenigo riprendendo quanto detto pochi giorni fa, «bisognerebbe proprio rivedere l’intera opera e capire se sia ancora utile per la città, alla luce anche delle conseguenze evidenti del cambiamento climatico. Ormai il contratto con Sacaim è stato risolto, ci si può davvero fermare a riflettere».
Una posizione in qualche modo condivisa da Raffaele Erba, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. «Il problema non sono più le paratie ma il lago che è sempre più basso. Serve una riflessione su questo e, in generale, sull’utilità delle grandi opere». Erba ricorda di aver «chiesto il progetto con un formale accesso agli atti. Pensavamo che fosse pronto, mentre adesso apprendiamo con stupore del ritardo. La gestione della Regione, presentata come risolutiva, si sta confermando invece problematica come le altre».
Sul piano tecnico, i 5 Stelle ribadiscono infine i loro dubbi su alcune soluzioni tecniche individuate per le nuove paratie. A partire dalla posa manuale su un «binario» che, con il tempo, sarà «problematico da gestire».

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