Paratie, liberata l’area di stoccaggio. Ma serve ancora tempo

Como Cantiere paratie

«Mi risulta che l’area di Tavernola sia stata liberata. Ora attendo che il Comune dia finalmente il via libera in modo che possano iniziare i lavori al cantiere delle paratie».
Al termine di un’altra giornata vissuta tra incertezze e qualche polemica, il sottosegretario alla presidenza della Regione, Fabrizio Turba, ha aperto ieri uno spiraglio sulla felice conclusione di una vicenda che egli stesso ha definito «grottesca».
A detta del sottosegretario, infatti, i problemi dovrebbero essere alle spalle. Ma in realtà, prima di poter cantare vittoria, servirà altro tempo.
Intervistato da Espansione Tv, l’assessore al Patrimonio di Palazzo Cernezzi, Francesco Pettignano, ha spiegato ieri pomeriggio come «la ditta che attualmente occupa l’area abbia individuato (e comunicato agli uffici) la parte che intende occupare: 660 metri quadrati, di cui 502 a terra e 160 lacuali, necessari anche per l’ormeggio del battello spazzino. Prima di procedere all’evidenza pubblica, vista la richiesta di interesse, abbiamo informato Infrastrutture Lombarde della porzione di area indicata dall’azienda. Appena arriverà il via libera partiremo con l’evidenza pubblica».
In pratica, l’area individuata per lo stoccaggio dei materiali del cantiere delle paratie è pronta per essere liberata. Ma il Comune vuole avere dalla Regione (e da Infrastrutture Lombarde) il nulla osta rispetto alle indicazioni fornite da chi oggi occupa il sito. Non solo: è anche deciso a svolgere una procedura di interesse pubblico per tutelarsi da eventuali ricorsi. Questa procedura rallenterà ulteriormente l’avvio dei lavori delle paratie, perché l’area libera non potrà essere consegnata prima di qualche settimana.
Anche per questo, il sottosegretario Turba aveva consigliato a Palazzo Cernezzi di trovare un accordo transattivo. «Avremmo velocizzato la procedura e saremmo stati già in grado di consegnare il cantiere – ribadisce l’esponente di Palazzo Lombardia, il quale non rinuncia comunque a lanciare una sorta di ultimatum – Se entro una settimana il Comune non riesce a risolvere la questione, la Regione avocherà a sé l’area e procederà altrimenti. Noi avevamo chiesto a maggio che l’area fosse libera, sono trascorsi 9 mesi».

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