Paratie, liberi i dirigenti Ferro e Gilardoni

Il Palazzo di giustizia di Como

Como, Palazzo di giustizia, tribunale

 

Arresti domiciliari revocati per i dirigenti comunali Pietro Gilardoni e Antonio Ferro, coinvolti nell’inchiesta della Procura di Como su presunte irregolarità nella gestione del cantiere delle paratie e di altri lavori. Entrambi i tecnici, al momento sospesi, sono liberi in attesa dell’avvio del processo, già fissato per il prossimo 24 novembre.
Ieri mattina, il giudice per le indagini preliminari di Como Maria Luisa Lo Gatto ha accolto la richiesta di revoca dei domiciliari che era stata presentata dai legali difensori dei due dirigenti comunali.
Pietro Gilardoni, dirigente del settore Reti del Comune di Como, è accusato di turbata libertà nella scelta del contraente, falso ideologico in atto pubblico, corruzione e turbativa d’asta nell’ambito di un’inchiesta che riguarda in particolare il cantiere del lungolago, ma anche altri lavori in città. È rimasto in carcere per due mesi prima di ottenere gli arresti domiciliari, poi revocati ieri. «Abbiamo accolto il provvedimento con grande soddisfazione – dice il suo legale difensore Edoardo Pacia – Dal punto di vista umano il periodo di restrizione è stato difficile e ora potrà affrontare in modo diverso anche gli aspetti processuali della vicenda».
Aveva ottenuto fin dall’inizio i domiciliari invece Antonio Ferro, dirigente del settore Grandi opere, accusato di turbata libertà nella scelta del contraente e falso ideologico in atto pubblico. Assistito dal legale Giuseppe Sassi, si prepara a sua volta ad affrontare il processo.
Resta da chiarire se il Comune di Como deciderà o meno di revocare la sospensione dei due dirigenti, decisa dopo l’applicazione delle misure restrittive.
Anna Campaniello

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