Paratie, Maroni conferma i 5 milioni

altIl via libera era atteso ieri dalla giunta regionale. Ma il presidente rassicura: ok entro 15 giorni

(e.c.) Non molto, ma ci sarà ancora da attendere per il via libera definitivo della giunta regionale ai 5 milioni per il cantiere delle paratie. A dispetto dell’annuncio dello scorso 4 agosto, quando il numero uno del Pirellone, Roberto Maroni, assicurò l’okay per la prima riunione utile dell’esecutivo, ieri la situazione non si è sbloccata. E, vista la delicatezza della questione, è inutile dire che, in riva al Lario, lo slittamento ha creato ansia per

il futuro del cantiere sul lungolago. I 5 milioni, infatti, sono assolutamente essenziali alle esangui casse di Palazzo Cernezzi per poter riavviare i lavori. Senza quella somma, per quanto possa essere dilazionata in più tranches, il maxi-cantiere sarebbe sostanzialmente condannato all’immobilismo per un tempo lungo e indefinito.
A dissipare almeno in parte dubbi e timori, però, è stata la “provvidenziale” visita di Maroni a un’azienda vinicola di Cermenate. Una trasferta comasca propizia per avere qualche informazione in più sul motivo dello slittamento del via libera.
Maroni, infatti – almeno a livello verbale – ha spazzato via il timore che a bloccare tutto a tempo indeterminato fossero state le indagini condotte dalla Corte dei Conti sul passato dell’opera comasca. Gli accertamenti della magistratura contabile, infatti, hanno pesato più che altro sulla necessità per il Pirellone di predisporre atti e documenti relativi al finanziamento assolutamente ineccepibili nella forma e nel contenuto. In questo senso, la certezza piena ancora non c’è, e proprio per questo la decisione è stata posticipata a una prossima riunione della giunta regionale.
A conti fatti, comunque, a Milano sembra regnare un certo ottimismo sulla possibilità che il capitolo paratie possa felicemente concludersi entro pochi giorni. In linea di massima, infatti, già con la riunione dell’esecutivo regionale della prossima settimana, o al più tardi tra 15 giorni, governatore e assessori dovrebbero dare il disco verde all’aiuto economico per il Comune. Quel giorno si potrà considerare come il punto di svolta per il cantiere-calvario. Non esiste praticamente aspetto dei lavori per il nuovo lungolago e per la costruzione delle paratie antiesondazione che possa prescindere dai 5 milioni promessi da Maroni. Il primo nodo che sarà sciolto sarà probabilmente quello del contenzioso aperto da oltre un anno tra Comune di Como e Sacaim, l’impresa che si è aggiudicata i lavori. Un accordo bonario raggiunto tra le parti, infatti, prevede che l’amministrazione versi 2,8 milioni ai privati a titolo di risarcimento per guai e imprevisti del passato. Una volta compiuto quel passaggio, di fatto, mezzi e operai potranno tornare sul lungolago.

Nella foto:
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni (a sinistra), con il sindaco Mario Lucini. I rapporti tra i due, finora, sono stati sempre eccellenti

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