Paratie, Maroni spegne gli allarmi: «A settembre i 5 milioni garantiti»

altLa giunta regionale si impegna a deliberare dopo le ferie
Non è stato vano l’appello lanciato proprio attraverso queste colonne dal sindaco di Como, Mario Lucini, sui destini del cantiere delle paratie. Il primo cittadino, preoccupato per la sorta di “congelamento” dei finanziamenti attesi dalla Regione Lombardia a causa delle nuove indagini della Corte dei Conti, il primo agosto scorso aveva inviato un segnale forte e chiaro al governatore lombardo per capire se i 5 milioni promessi a Palazzo Cernezzi sarebbero arrivati in tempi brevi oppure no. Punto

discriminante, quest’ultimo, poiché senza i 5 milioni annunciati dal Pirellone il Comune di Como non avrebbe avuto la possibilità di pagare all’azienda Sacaim i 2,8 milioni necessari a chiudere i vecchi contenziosi legali. E, nello stesso tempo, ben difficilmente sarebbe riuscito a fare ripartire con vigore i lavori fermi ormai da tempo immemore.
Ebbene, in tempi rapidissimi, non soltanto la risposta della Regione è arrivata. Ma è anche la migliore possibile. Ovvero, il Pirellone ribadisce che i fondi garantiti al Comune di Como arriveranno subito dopo la pausa estiva.
Il documento che fissa questa nuova certezza è una delibera della stessa giunta regionale, datata 2 agosto 2013. Tecnicamente, si tratta di una “presa d’atto della comunicazione del presidente Roberto Maroni, di concerto con l’assessore Viviana Beccalossi, avente oggetto la difesa idraulica di Como”.
Nelle carte si legge che «il Comune di Como e la Regione Lombardia hanno condiviso la necessità di una ridefinizione del progetto, ad oggi attuato per circa un terzo». Poi, che il Pirellone «ha confermato il proprio impegno finanziario e il Comune ha predisposto uno studio di fattibilità che prevede modifiche al progetto originario, per concludere i lavori in tempi certi».
Non manca, nel documento approvato il 2 agosto scorso, un accenno alle indagini della magistratura contabile. «È intervenuta – si legge nelle carte – l’interruzione della prescrizione da parte della Procura della Corte dei Conti, che ha tuttora in corso verifiche sul possibile danno erariale connesso a maggiori esborsi pubblici per la realizzazione del progetto originario, da variare come richiesto dal Comune di Como». Un passo, questo, che ha quindi portato la giunta regionale a «dare indicazione agli uffici per effettuare una verifica circa la piena legittimità delle ulteriori determinazioni dell’esecutivo sull’intervento regionale a sostegno delle previste fasi progettuali; verifiche che sono in corso di completamento». A questo punto, però, ecco il punto centrale. La giunta del Pirellone, infatti, ribadisce che l’approvazione della convenzione scritta con il Comune di Como – che fisserà tempi e modi definitivi per il finanziamento e quindi il completamento materiale del cantiere – «è coerente con le scadenze concordate». Da tutte queste premesse, dunque, ecco il tanto agognato via libera al cronoprogramma messo a punto dal Comune per finire l’intervento sul lungolago (entro un paio di anni) e l’ok all’erogazione allo stesso Comune di Como dei 5 milioni attesi.
«La giunta – si chiude la delibera regionale – ribadendo ancora una volta la strategicità dell’intervento e gli impegni assunti in costante collaborazione con il Comune di Como, conferma che procederà alle formali determinazioni nella prima seduta utile». Presumibilmente, a inizio settembre.
Vista la novità, il consigliere regionale Luca Gaffuri (Pd) ha detto di «apprezzare la volontà della giunta di concludere tutto rispettando i tempi definiti nel cronoprogramma» e auspica «che si rispetti l’impegno di firmare la convenzione a settembre». Il consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Dotti ha invece sottolineato come la delibera regionale «sia la conferma della volontà di Regione Lombardia di arrivare alla firma della convenzione in tempi celeri, in linea dunque con quanto affermato lo scorso 21 giugno a Como dal presidente Roberto Maroni e dall’assessore Viviana Beccalossi nell’incontro tenuto al Politecnico».

Nella foto:
Lucini e Maroni si stringono la mano dopo un recente incontro sulle paratie.

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