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Paratie, perizia nelle nebbie. “Ma ce la faremo”

Ancora non ufficiali gli incarichi esterni A rischio i 6,5 milioni dalla Regione(e.c.) Il sindaco, Mario Lucini, ieri ha avuto parole molto rassicuranti. Ma, in realtà, sembra tutt’altro che scontato che il Comune riesca a presentare alla Regione Lombardia la nuova e definitiva perizia di variante per il cantiere delle paratie entro fine anno. E non si tratta soltanto di una questione formale, almeno se si vuole dare credito alle parole pronunciate dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, alla fine di settembre. Ovvero quando il governatore leghista venne in

Comune a Como per ufficializzare il gigantesco stanziamento da 11,5 milioni di euro a favore degli eterni lavori sul lungolago. In quell’occasione, Maroni disse testualmente che se la perizia di variante per il cantiere delle paratie non fosse stata pronta per il 31 dicembre 2013, la Regione non avrebbe più garantito la tranche da 6,5 milioni per finanziare le opere contenute in quello stesso documento tecnico.Ebbene, a ieri, su questo doppio fronte, la situazione non era drammatica ma, nello stesso tempo, appariva ancora priva di grandi certezze.Il primo elemento ancora oscuro riguarda la necessità per Palazzo Cernezzi di rivolgersi a un pool di tecnici esterni proprio per affiancare il dirigente comunale Pietro Gilardoni nello stilare tavole e relazioni. Sarebbero quattro o cinque i professionisti già individuati dall’amministrazione, stando alle indiscrezioni filtrate a margine di una riunione di giunta avvenuta una decina di giorni fa. E i nomi sarebbero sostanzialmente gli stessi a cui il Comune si affidò all’inizio dell’anno per la realizzazione dello studio di fattibilità sull’arredo del lungolago (i nomi che si fanno sarebbero, dunque, quelli di Fabio Brunamonte, Virgilio Anselmo, Antonio Capsoni e Angelo Dal Sasso). Per ognuno di loro sarebbe anche già previsto un compenso non superiore ai 40mila euro (anche perché, in caso contrario, il Comune dovrebbe indire una selezione pubblica senza ricorrere all’affidamento diretto e allungando a dismisura i tempi di incarico).Ora, il punto che non torna è che – ancora ieri pomeriggio – a Palazzo Cernezzi non risultava alcun documento ufficiale relativo agli incarichi esterni. Evento bizzarro, visto che – almeno in teoria – senza le carte, con nomi e cifre, i professionisti non potrebbero lavorare alla perizia di variante. E, quindi, a soli 27 giorni dalla scadenza indicata da Maroni per la potenziale perdita dei 6,5 milioni, senza contare le feste natalizie in arrivo, sembrerebbe pressoché impossibile per l’amministrazione poter rispettare la scadenza fissata dal Pirellone.Eppure ieri, almeno stando alle parole pronunciate dal sindaco Mario Lucini, il rischio d’incappare in un enorme pasticcio sembrerebbe minimo.«Gli incarichi ai professionisti? Non so se sono stati formalmente assegnati – premette il primo cittadino – Ma loro sicuramente stanno già studiando nel dettaglio la nuova perizia di variante. Intanto per le carte ufficiali è questione di ore». Di fatto, però, nomi e compensi (sebbene la soglia invalicabile dei 40mila euro a testa sia da considerarsi certa) non sono ancora stati resi noti.Riguardo alla corsa contro il tempo, perché la perizia sia effettivamente pronta per essere presentata a Maroni e ai tecnici regionali entro il 31 dicembre, Lucini è un po’ meno categorico.«Il compito è arduo, effettivamente – dice il sindaco – Ma possiamo farcela. Va però tenuto presente che la data è indicativa per la presentazione degli elaborati al Pirellone, non per un’approvazione vincolante. Quindi, pur facendo di tutto affinché il 31 dicembre sia rispettato, siamo comunque tranquilli».In ultimo, una notizia positiva attesa da quasi 2 anni. «Entro la fine di questa settimana – ha infatti annunciato Lucini – contiamo di chiudere definitivamente con Sacaim per quanto riguarda il versamento dei 2,8 milioni dell’accordo bonario».

Redazione

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