Cronaca

Paratie: sono quattro gli indagati

E intanto il giudice chiede di investigare sull’autorizzazione data dal “Pirellone” nel 2000
Spuntano altri due nomi tra gli indagati dalla Procura di Como in merito al cantiere della paratie. Ai già noti Antonio Viola, direttore dei lavori dell’opera, e Antonio Ferro, responsabile del procedimento, si sono aggiunti Giuseppe Cosenza (funzionario della Provincia di Como che ha espresso parere favorevole alla realizzazione della variante che includeva la costruzione del muro) e Alessandro Accursio, imprenditore di Lurago Marinone. Quest’ultimo è stato iscritto in merito a una attività
di gestione dei rifiuti non autorizzata, mentre i primi tre devono rispondere del reato ambientale legato alla «distruzione» o al «deturpamento» delle bellezze naturali. Il pubblico ministero che indaga sul cantiere delle paratie, il dottor Simone Pizzotti, ha invece chiesto e ottenuto dal giudice delle indagini preliminari di Como, Maria Luisa Lo Gatto, l’archiviazione per l’illecito urbanistico e per l’abuso d’ufficio.
Ma proprio nell’ambito delle motivazioni con cui il magistrato lariano ha accolto la richiesta parziale di archiviazione, emerge invece un esplicito invito a proseguire le indagini sia sul versante dell’illecito ambientale, sia su quello urbanistico “esterno” al muro, ovvero sull’intera opera delle paratie quantomeno dal 2000 in avanti. Scrive il gip: «La valutazione del complesso materiale… autorizza a ritenere che nuove indagini debbano essere svolte con riferimento alla sussistenza del reato paesaggistico e urbanistico, onde verificare che gli interventi di difesa lungo la fascia lacuale… siano stati eseguiti in presenza di un titolo edilizio illegittimo e di una autorizzazione paesaggistica illegittima». Parole pesanti, che individuano anche una origine: «L’atto amministrativo – continua il giudice – che più di tutti deve essere sottoposto ad un rigoroso vaglio di legittimità è proprio l’autorizzazione paesaggistica rilasciata con riferimento all’intero progetto dalla Regione Lombardia nell’anno 2000». Cosa del resto rilevata anche dai consulenti del pm («non fu preso in esame che un’opera di siffatta importanza avrebbe potuto alterare significativamente… la percezione del lago») che tuttavia rilevò come questo reato paesaggistico e urbanistico fosse ormai prescritto. Il gip di Como, anche su questo punto, è di parere opposto: «È pacifico che il cantiere è ancora aperto e che i lavori sono ad oggi ancora in corso: pertanto i relativi termini prescrizionali non possono ritenersi decorsi». Insomma, per la dottoressa Lo Gatto bisogna «accertare se la scelta amministrativa sia stata operata nel rispetto dei canoni di legge», e in ogni caso «quanto appena rilevato consente di ritenere degno da parte del pm l’aspetto della legittimità paesaggistica rilasciata nell’anno 2000», in quanto non sarebbero state rispettate «le norme di legge che vincolano l’esercizio del potere amministrativo, prima tra tutte la norma di legge che impone al pubblico amministratore di motivare i suoi provvedimenti». Un atto che, se così fosse, sarebbe da ritenere «irrimediabilmente nullo». La conclusione è amara: «Occorreva dimostrare di aver fatto una lettura concreta e una interpretazione del contesto paesistico, di avere individuato gli elementi di vulnerabilità e di rischio, di avere valutato l’impatto delle trasformazioni conseguenti alle realizzazioni degli interventi proposti nel progetto, e così non è stato». Quindi il fascicolo torna al pm. Per continuare ad indagare sul reato ambientale e per vagliare quello urbanistico relativo all’opera nel complesso, dal 2000 ad oggi, andando a bussare anche alle porte della Regione. La questione delle paratie, insomma, è ben lontana dall’essere chiusa.
L’AVVOCATO DEL COMUNE, GIUSEPPE SASSI
«L’indagine sulle paratie è lunga e complessa perché lunga e complessa è la sua fattispecie – dice l’avvocato del Comune, Giuseppe Sassi – L’archiviazione parziale delle accuse rivolte a uomini del Comune non fa che confermare quanto i funzionari di Palazzo Cernezzi hanno sempre sostenuto, ovvero l’estraneità alle ipotesi di reato. Ora gli atti tornano al pm, prendiamo atto che si indaga per il deturpamento, che è una contravvenzione. Ma come abbiamo fatto in precedenza per contestazioni più gravi, anche in questo caso attenderemo l’esito delle indagini della Procura».

Mauro Peverelli

Nella foto:
Un sopralluogo nel punto in cui venne realizzato il contestato muro che ha poi dato il via alle indagini sull’opera delle paratie
5 Mag 2012

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