Paratie e Tangenziale: le promesse di Maroni. Il futuro tra fiducia, speranze e incertezza
Elezioni 2018, Politica, Territorio

Paratie e Tangenziale: le promesse di Maroni. Il futuro tra fiducia, speranze e incertezza

Cantiere delle paratie da chiudere al più presto e pedaggio della Tangenziale da cancellare.
Che fine faranno le due promesse del governatore uscente della Lombardia, Roberto Maroni, ora che l’esponente della Lega ha deciso – del tutto a sorpresa – di non chiedere agli elettori la conferma alla guida della Regione? Se lo domandano molti.
I diretti interessati, ovvero i cittadini. E gli addetti ai lavori. I politici. Che su questi temi innesteranno la marcia della loro campagna elettorale, ormai alle porte.
Alessandro Fermi, sottosegretario proprio con Maroni e coordinatore di Forza Italia in provincia di Como, racconta della sorpresa autentica che ha colto tutti i componenti della giunta.
«Abbiamo letto le anticipazioni sui giornali come gli altri – dice Fermi – nessuno sapeva della decisione del governatore». Ieri mattina, nella prima riunione dell’esecutivo regionale dopo la pausa natalizia, Maroni ha confermato la volontà di non ricandidarsi. «Ci ha presi letteralmente in contropiede – conferma il consigliere forzista lariano – sinceramente la cosa era del tutto inattesa. A me, personalmente, dispiace perché Maroni ha lavorato molto bene e sicuramente non avrebbe avuto alcun problema a ottenere un secondo mandato dai cittadini lombardi».
L’espressione di Fermi è chiara: «Un peccato». Con il quale, comunque, bisogna fare i conti.
A partire, appunto, dalle due promesse più importanti: paratie e Tangenziale. «Gli impegni presi da Maroni sono suffragati da atti – spiega il sottosegretario comasco – la cancellazione del pedaggio avverrà al termine dell’iter procedurale relativo al passaggio delle Tangenziali di Como e di varese alla nuova società Anas-Regione».
Per ciò che concerne le paratie, Fermi ha pochi dubbi: «Non cambia nulla, Lombardia Infrastrutture continuerà a seguire il cantiere».
L’ultima battuta, inevitabile, è sulle conseguenze elettorali per il centrodestra. «In prospettiva c’è una novità importante – si limita a dire Fermi – Vedremo che cosa accadrà».
E mentre la Lega ufficializza la candidatura di un altro varesino – Attilio Fontana – a governatore, anche nel centrosinistra si fanno i conti con le novità. Luca Gaffuri, consigliere lombardo uscente del Pd, parla di una «partita che si riapre, anche se l’election day in parte ci penalizza. Con Giorgio Gori, però, possiamo ottenere un grande risultato». Speranze e auspici a parte, lo stesso Gaffuri dice la sua sulle promesse rimaste in sospeso.
«Per quello che riguarda la tangenziale – spiega l’esponente Dem lariano – il fatto che la decisione sulla gratuità del pedaggio sia stata spostata al 30 giugno (dal 1° gennaio, ndr) è molto significativo sulla capacità di mantenere gli impegni presi. Il cantiere delle paratie, invece, mi sembra abbia un profilo più tecnico. Bisognerà vedere i progetti di qui a pochi mesi».
Da. C.

9 gennaio 2018

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