Paratie e Tar, la soddisfazione del sindaco
Cronaca

Paratie e Tar, la soddisfazione del sindaco

Landriscina: «Auspico una soluzione per il bene dei cittadini»

Per il Comune di Como le sentenze pubblicate mercoledì dal Tribunale amministrativo della Lombardia, il Tar di Milano, sono un risultato utile e importante.

Mario Landriscina

Poco cambia che gli atti si riferiscano alla passata amministrazione comunale, ovvero alla giunta di centrosinistra di Mario Lucini.

E che ora la “patata bollente” delle paratie sia sotto la gestione diretta di Regione Lombardia. E in Comune, a Como, sieda ora una colazione di centrodestra.

Questo almeno il tenore del commento del sindaco Mario Landriscina alle decisioni del Tar. «Le recentissime sentenze del Tar Lombardia – commenta il primo cittadino di Como – in merito all’esistenza di eventuali abusi edilizi del Comune, e in merito alla revoca dell’autorizzazione paesaggistica della Provincia per la terza perizia di variante, confermano la legittimità dei provvedimenti assunti negli anni passati da Palazzo Cernezzi».

La richiesta dell’amministrazione provinciale, se accolta dal Tar, sarebbe stata del resto l’ennesima tegola sul progetto paratie. Villa Saporiti aveva chiesto la demolizione di alcune opere realizzate dopo la definizione della terza variante, quelle messe a punto dalla giunta Lucini. Erano state ritenute difformi al progetto originale, approvato dai diversi enti coinvolti.

Palazzo Cernezzi e Sacaim, l’azienda veneta che si era aggiudicata l’opera ormai oltre dieci anni fa, avevano presentato ricorso.

«Auspico che l’intera vicenda trovi al più presto – ha aggiunto il sindaco Mario Landriscina – e per il bene della città, una composizione risolutiva, rispetto alle aspettative dei cittadini».

Le opere che erano state contestate e che si sarebbero dovute abbattere erano le palancole vicine al molo di Sant’Agostino, un riempimento nei pressi di piazza Cavour e un tratto della pavimentazione vicina al ponte di collegamento tra la darsena e la scalinata a ventaglio che dirada verso il lago.

1 marzo 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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