Paratie, via libera alle modifiche. «Entro ottobre ripartono i lavori». Ma è giallo sul verbale finale

Sulla redazione del progetto definitivo scintille Capsoni-Ferro
L’accordo sulla ripresa del cantiere delle paratie ora c’è. E sebbene le incognite non manchino affatto sul prosieguo dei lavori, ieri il direttore dei lavori e dirigente del Comune Antonio Viola si è spinto a fare un annuncio non da poco: «Entro pochi giorni, presumibilmente tra fine settembre e i primi di ottobre, il cantiere potrebbe ripartire».
L’avverbio “presumibilmente” era inevitabile, vista la situazione più che difficile in cui versa la Sacaim, l’azienda veneziana che si

è aggiudicata l’appalto. Nel contempo, però, dopo mesi di cattive notizie, si è aperto un minimo spiraglio positivo sulla vita travagliata della maxi-opera. Il merito – se così si può dire – è della Conferenza dei servizi che si è riunita ieri a Palazzo Cernezzi. In parole povere, tutti gli enti pubblici che concorrono alla realizzazione del cantiere si sono ritrovati alla stesso tavolo per approvare in via definitiva il pacchetto di modifiche da 1,9 milioni di euro necessario a far ripartire i lavori. Come noto, alla giornata di ieri si è giunti dopo il pasticcio estivo con gli stessi protagonisti che, di fronte alle identiche soluzioni per il cantiere discusse ieri, si erano “azzuffati” senza troppo costrutto, perdendo di fatto un mese e mezzo di tempo per nulla (l’ultima seduta della Conferenza dei servizi, con l’ordine del giorno identico a quello di ieri, era andata in scena il 4 agosto). Ma torniamo alle novità recenti.
In sostanza, Provincia, Comune e Regione – con l’avallo scritto della Soprintendenza e il benestare del presidente della Commissione Paesaggio di Palazzo Cernezzi, Fulvio Capsoni – hanno sbloccato la perizia di variante da 1,9 milioni che presuppone una tranche di migliorie tecniche e idrauliche per la parte meccanica dell’opera (con un’eccezione estetica: la prescrizione che le bitte previste in piazza Cavour per la paratie automatiche siano color canna di fucile).
Ufficializzato il via libera degli enti pubblici, ora servirà il benestare di Sacaim. L’azienda, infatti, entro pochi giorni dovrebbe firmare l’atto di sottoscrizione sulla perizia e, di fatto, spianare la strada al suo stesso ritorno sul lungolago. Fatto probabile, questo, anche se non sicuro al 100% per la situazione delicatissima dell’azienda. Sacaim, infatti, dallo scorso 13 agosto è gestita da un commissario nominato dal ministero per le Attività produttive in virtù di un quadro economico compromesso (debiti per milioni di euro e crediti non incassati per insolvenza altrui su cifre enormi).
Eppure, in Comune si respira un cauto ottimismo sull’eventualità che il commissario straordinario non frapponga ostacoli alla ripresa dei lavori a Como.
Altra novità di ieri, l’attesa presa di posizione della Regione sul nodo del concorso di idee internazionale vinto dall’architetto Cino Zucchi ma poi rapidamente finito nel dimenticatoio per i costi (circa 6 milioni) necessari alla realizzazione integrale.
Ebbene, il Pirellone – anche per evitare guai contabili relativi alla spesa potenzialmente infruttuosa per il concorso – ha prodotto uno scritto con cui autorizza il Comune a usare le tavole di Zucchi come base per redigere il progetto di arredo definitivo del lungolago.
Un piccolo giallo, però, non poteva mancare. Capsoni, durante la riunione in Comune, ha più volte incalzato il responsabile del procedimento delle paratie e dirigente comunale Antonio Ferro sui tempi di redazione del progetto definitivo (battaglia storicamente condotta dal dirigente di Villa Saporiti, Giuseppe Cosenza). Ferro, pur garantendo che entro 6-8 mesi l’elaborato sarà pronto, non avrebbe fatto verbalizzare i tempi specifici, suscitando il nervosismo di Capsoni che insisteva per mettere nero su bianco i passaggi delle prossime fasi progettuali. Schermaglia formale o tensione di sostanza? Solo il tempo potrà dirlo.

Emanuele Caso

Nella foto:
Anche se il cantiere è fermo ormai dal lontanissimo 24 gennaio, le palancole infisse sul fondo del lago danno l’idea dell’effetto barriera che formerà la nuova passeggiata

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